Ero sempre nello stesso luogo, e non mi accorsi subito di quello
che era accaduto. Realizzai che qualcosa non andava mentre mi
dirigevo verso il centro del paese. La farò breve, tanto lo so
che questa storia vi apparirà incredibile: l'edificio di
Stonehenge è evidentemente un congegno per viaggiare nel tempo, e pronunciando
la frase ero stato trasportato molti anni nel futuro. Nei giorni successivi
tentai di ripetere il rito, ma non funzionò. Forse avrei dovuto aspettare il
prossimo solstizio d'estate. Ma non ero disposto ad aspettare tanto.
A quel che avvertii, il mondo del futuro non era un luogo per uno
come me. Era uno scherzo crudele del destino, un uomo che dedica
la sua vita alla ricerca del passato
imprigionato in una
realtà del domani! Fortunatamente mi era rimasto in tasca un
oggetto prezioso, Una copia, soltanto una copia, di una delle
Icone di Ikammanen. Era un falso, niente poteri magici, ma era
pur sempre di oro massiccio. Vendetti l'oggetto e ne ricavai una
cifra superiore a tutti gli stipendi che il college mi avrebbe
mai potuto dare.
Non avevo altro scopo che cercare di tornare nella mia epoca.
Sono un ricercatore, dovevo cercare qualcuno o qualcosa che mi
potesse aiutare.
La biblioteca di Londra divenne per molti giorni il luogo dove
passare intere giornate, e fu così che, studiando il mio
argomento preferito, gli oggetti misteriosi, venni a conoscenza
dell'esistenza di un oggetto particolare. Intuii che forse c'era
qualcosa che avrebbe potuto risolvere il mio problema.
Mi recai in Sicilia. L'oggetto che mi interessava era custodito
da un uomo che abitava dalle parti del vulcano Etna.
Quando giunsi all'aeroporto della cittadina siciliana ero vestito
come un qualsiasi europeo che viaggia per lavoro. Decisi di
noleggiare un'automobile per recarmi presso la dimora dell'uomo
che forse avrebbe potuto aiutarmi.
Non so perché il noleggiatore insistette per darmi una grossa
automobile chiamata Lancia.
Mi sarebbe bastata un'auto più piccola.
Dentro l'auto c'era un bonsai, che, stranamente, dopo che accesi
il condizionatore, emise una fogliolina.
Dopo mezz'ora di viaggio, con il bonsai in mano, ero davanti alla
porta della casa di colui che chiamano "Il Navarca".
La donna che mi aprì la porta aveva in mano un aggeggio che
avevo visto in un libro pochi giorni prima, un "multimetro
digitale".
"Lei dev'essere l'assicuratore" mi disse.
Non risposi. Evitai così di entrare in casa con una bugia.
"Non capisco perché mio marito abbia tanta fretta di
assicurare la sua collezione di pupazzetti a forma di pinguino"
proferì a voce alta, facendomi accomodare in cucina.
Mi osservava in modo strano, come se mi avesse già visto qualche
altra volta. Si diresse verso uno strano apparecchio, una specie
di interfono, premette un bottone, e parlò: "Sono qui in
cucina con un assicuratore che somiglia ad Harrison Ford, che
vuole parlarti
"
Una voce profonda uscì dall'interfono: "sono occupato con
una commercialista che somiglia a Michelle Pfeiffer e non posso
venire".
"Non fare lo spiritoso, vieni subito" disse la signora.
La cucina della casa del Navarca era piena di oggetti strani:
alle pareti erano appesi un barometro a forma di pinguino, una
tortiera a forma di pinguino, uno strofinaccio raffigurante dei
pinguini, un orologio in sughero (con i pinguini, come i
portacenere, le saponette, le tazze
).
Il Navarca entrò nella stanza e mi strinse la mano. La moglie si
congedò: "Vado in laboratorio. Arrivederla".
"Il laboratorio sarebbe la lavanderia" disse il Navarca
"ma non c'è solo la lavatrice e l'asse da stiro, c'è anche
quella che chiamiamo la sezione ingegneria. Allora, ci sarebbero
di là settantacinque pinguini, uno dei quali è
"
"Non sono qua per i pinguini. Sua moglie mi ha scambiato per
un assicuratore, invece sono qui perché ho un grosso problema
che spero lei mi possa aiutare a risolvere".
"LEI nel senso di mia moglie?"
"No, lei nel senso di you, con voi italiani è così
difficile parlare
"
"Si sente poco bene?"
"No, sto benissimo. Perché?"
"Sono un medico e lei
you
insomma
diamoci
del tu e facciamo prima
tu hai detto che hai un grosso
problema che speri io possa risolvere
"
"No, non ho bisogno di you come medico, ho bisogno di you
come Navarca. La prego di credermi, sto per dirle cose
incredibili".
"Sono abituato a cose incredibili".
"Lo so, per questo sono venuto da te".
Gli dissi chi ero e come ero giunto lì.
"Tu sei davvero Indiana Jones ?"
"Sì, e, prima che tu me lo chieda, non sono mai stato al
Polo Sud".
Gli riferii che nella biblioteca di Londra avevo trovato uno
strano libro, e gli dissi cosa quel libro mi aveva insegnato.
Esiste un pianeta chiamato Bajor, che orbita intorno ad una
stella gialla di medie dimensioni che porta lo stesso nome. Esso
è il pianeta madre dell'intera civiltà Bajoriana, razza
umanoide dotata di un forte senso di spiritualità. Nei pressi di
Bajor c'è un tunnel spaziale artificiale (creato dai Profeti, le
divinità bajoriane) che permette di coprire una distanza
spaziale di circa 70.000 anni-luce in pochi secondi. La religione
Bajoriana racconta che i Profeti attraverso il loro "Tempio
Celeste" (il tunnel) inviarono degli oggetti prodigiosi,
chiamati "Cristalli", per provvedere al popolo bajorano
con la loro saggezza. Nel corso degli ultimi 10.000 anni, nove
Cristalli apparvero nei cieli sopra Bajor, poi venne ritrovato
anche un decimo Cristallo, il Cristallo dell'Emissario. I
Cristalli, che sono dispositivi di energia a forma di clessidra,
possono mostrare alla persona che li guarda momenti del suo
passato, o indurre delle visioni che possono durare alcuni
minuti, oppure ore o giorni di tempo effettivo. Queste visioni
talvolta possono essere ambigue e la loro giusta interpretazione
non sempre è rivelata fino al momento in cui l'evento si
verifica nella realtà.
Una nota del libro diceva che, secondo alcuni, esisteva un
undicesimo Cristallo, denominato Cristallo Disney, un Cristallo
molto particolare, dotato di poteri che andavano ben oltre quelli
degli altri Cristalli. Il Cristallo Disney era stato donato da
uno dei Profeti, una mitica entità chiamata Walt Disney, a un
bajoriano chiamato Li Nalas, detto "Il Navarca".
Li Nalas era un eroe di Bajor, si narrava che in un combattimento
corpo a corpo avesse ucciso Gul Zarale, un ufficiale di Cardassia
(un pianeta nemico di Bajor) responsabile del massacro di sei
villaggi Bajoriani . Questo fece di Li Nalas una leggenda vivente.
Si credeva che Li fosse stato a sua volta ucciso dai Cardassiani,
ma in effetti fu catturato e portato in un luogo di detenzione.
Successivamente venne liberato. Al suo ritorno Li fu accolto come
un eroe dal popolo e dal Governo Provvisorio Bajoriano, che gli
conferì il titolo onorario di Navarca. Sembra che proprio in
quel periodo egli ottenne il Cristallo Disney. Nalas fu ucciso
mentre faceva scudo col proprio corpo al suo Comandante,
salvandogli così la vita. Li Nalas viene ricordato come un eroe
che morì per la libertà del suo popolo. Il Cristallo venne
allora affidato dai Profeti a colui che si era autoproclamato,
alla morte di Li, per ammirazione verso l'eroe bajoriano, suo
successore e "Nuovo Navarca", un medico che viveva
sulla Terra.
"Tu hai il Cristallo Disney, vero?"
"Perché me lo chiedi?"
"Ho letto che ha strani poteri
"
"Se ti riferisci al fatto che i Cristalli possono mostrare
alla persona che li guarda delle visioni del futuro, devi sapere
che il Cristallo Disney è un po' dispettoso, le sue
anticipazioni sono molto limitate, di norma ci rivela in anticipo
le sorprese delle uova di Pasqua e il finale dei film che
dobbiamo ancora vedere
ma fa moltissime altre cose
"
"Appunto, vorrei sapere se, come mi è sembrato di capire
dal libro, può trasportare le persone attraverso il tempo".
"Non è una macchina del tempo, una volta mi ha solo svelato
che è in grado di riportare nella propria epoca chi è stato
trasportato nel tempo da altri eventi".
"E' appunto il mio caso
che bellezza! Potrò tornare
nel 1938
"
"Dottor Jones
"
"Chiamami Indy"
"Non ho più il Cristallo Disney. Mi è stato trafugato
l'altroieri".
Non credo che il Navarca fosse poliglotta. E quindi penso che non
capì la parolaccia che urlai, era una imprecazione che avevo
imparato a Libreville, sul torrido golfo di Guinea.
"Trafugato?" chiesi con angoscia.
"In effetti non sarebbe stato possibile se qualcuno,
evidentemente il ladro, non lo avesse manomesso qualche giorno
prima. Il Cristallo era naturalmente munito di un proprio sistema
antifurto creato dai Profeti. Ma qualcuno era entrato in casa la
settimana scorsa ed era riuscito a disattivarlo, senza avere il
tempo di portarselo via. Non ero in grado di valutare quali
funzioni fossero rimaste integre, non badai al problema del
sistema antifurto. Una cosa era certa: la teca del Cristallo era
stata aperta abusivamente e il Cristallo era stato violato e
danneggiato. Il serbatoio
della "sacra maionese" era vuoto, il DVD dei "Figli
del deserto" era stato sostituito con un CD Audio di Umberto
Tozzi, il decoder era sintonizzato sulle televendite di un
signore asmatico chiamato Roberto, l'ologramma di Terry Farrell
presentava segni di tentativi disdicevoli, le ricette segrete del
Grande Puffo erano state manipolate per copiarle su floppy. Le
cassette da 240 non me le accettava più. Il volto di Mickey
Mouse nella placca aurea della teca aveva ora uno strano ghigno.
Iniziai così i riti di purificazione per riportare il Cristallo
agli antichi splendori. Pulivo il filtro ogni tre cappuccini, non
mi presentavo mai davanti al Cristallo con bretelle di colore
stridente con quello della camicia, recitavo tre volte al dì il
suo libro preferito, la "Filosofia di Cutrupiade", gli
comprai la sua pietanza favorita, una soluzione per acque
digestive denominata Cristallina.
Il Cristallo stava pian piano migliorando. Poi, l'altra sera, non
trovai più la teca al suo posto
"
"Non hai idea di chi possa esser stato?"
"Guarda, un indizio lo avrei, mi aveva dato una visione il
Cristallo stesso. Sto spesso davanti al computer, e il Cristallo
mi invia le visioni su una finestra che mi appare se clicco su un
punto esclamativo azzurro che mi appare nella barra delle
applicazioni dopo un suono di gong. Era l'immagine sfuocata del
volto di un uomo anziano
capii subito che il Cristallo
voleva inviarmi la visione della faccia del malfattore, per
fortuna che ho stampato la schermata
"
Si allontanò dalla cucina e tornò poco dopo con un foglio in
mano.
Lo guardai e trasalii.
"Dottor Jones
si sente bene?"
"Dottore
Navarca
quest'uomo è mio padre".
Mi ripresi quasi subito dallo shock, aiutato da una tazza di caffè
molto lungo preparata nel frattempo dal Navarca.
"Dobbiamo recuperarlo" dissi.
"Lo faremo" disse il Navarca, e aggiunse: "La
donna che ho sposato è una bellissima ingegnere elettrotecnico,
e sta approntando una macchina che possa captare le onde di
trascendenza neutronica emesse dal Cristallo
vieni con me
in lavanderia".
Il laboratorio dentro la lavanderia era pieno di aggeggi
stranissimi, la moglie del Navarca stava arrotolando un filo di
rame attorno a una piastra di forma esagonale.
"Ho pensato che riallineando la matrice di trasferimento
giroscopico avrei potuto commutare il difrattore del riciclo
tachionico" disse la donna.
Il Navarca pensò un attimo e chiese. "come pensi di
modulare il segnale di dissipazione concatenata?"
"Inserendo un ristrutturatore di protezione esponenziale
attraverso il generatore di interferenza particellare potrei
inibire la convergenza delle tracce di distorsione portante e
riconfigurare la traccia di impulsi del nucleo di collimazione
ausiliaria".
"Per quando conti di farcela?"
"Sei ore circa".
"Preferirei tre ore".
"Ce la metterò tutta, Capitano".
"Non sfottere".
"Farò il possibile, amore".
Si baciarono.
Lasciai la casa del Navarca e mi recai in un albergo. Mi diedero
una camera dove c'era una di queste meravigliose scatole
tecnologiche che diffondevano immagini colorate in movimento, il
televisore. C'era un romanzo sceneggiato dove una nave che poteva
viaggiare da una stella all'altra era sperduta lontano anni luce
da casa e tentava di tornare sulla Terra. Il capitano era una
donna, la storia era interessantissima, ma perché la
trasmettevano alle tre di notte? Strano paese, l'Italia
L'indomani mi recai di nuovo a casa del Navarca.
"Dottor Jones! Dormito bene?" chiese il Navarca.
"No
il fatto che mio padre sia anche lui imprigionato
in un tempo non suo mi tormenta, oltre al fatto che lui potrebbe
essere riuscito a tornare e io potrei anche restare qui
"
"Niente paura
il nostro localizzatore è adesso
pienamente funzionante
sappiamo che il Cristallo Disney si
è autodisattivato, e, soprattutto, sappiamo dov'è
"
"Dov'è?"
"Coordinate quattro-nove-punto-tre, più o meno da quelle
parti
". E indico il vulcano.
"Non è andato lontano, Henry Jones Senior. Cosa hai
intenzione di fare?"
"Quando torna mia moglie, sta accompagnando i nostri figli a
casa di amici, partiamo per una gita sull'Etna. Prendiamo la tua
macchina?"
Mezz'ora dopo, io, il Navarca e la signora ingegnere, munita di
localizzatore, iniziammo il nostro piccolo viaggio. Poco dopo,
percorrendo una strada larga, rischiai di investire una ragazza,
veramente molto bella. Aveva in mano una pistola e stava fuggendo
da dei signori non certo benintenzionati nei suoi confronti; ci
guardammo sconcertati attraverso il parabrezza, poi lei salì in
macchina e mi urlò "Drive!", minacciandoci con la
pistola; mi rimisi in moto a velocità sostenuta ma non sospetta,
passammo un posto di blocco e impostai il condizionatore in modo
tale da rendere l'abitacolo confortevole; lei, stremata, si
addormentò e lasciò scivolare la pistola, che recuperai;
quando si risvegliò facemmo le presentazioni, e le dissi che
adesso mi doveva un favore. Susan, così si chiamava la ragazza,
accettò di venire con noi alla ricerca del Cristallo perduto.
"Volete dire che è una teca che contiene un cristallo
magico?" Chiese la ragazza.
"Dobbiamo dire tutto a una sconosciuta?" chiese il
Navarca.
"Oramai è qui, che dovevo fare, la riportavo in città e
poi tornavamo? E se nel frattempo
"
"OK, Professor Jones, va benissimo" lo interruppe la
moglie del Navarca "Signorina Susan, la teca che dobbiamo
recuperare è in quella casa, ha sulla sommità delle specie di
orecchie di topo
"
"Mio padre odia i topi!" esclamai.
"Il
localizzatore lampeggia verde" disse l'ingegnere "il
Cristallo Disney deve essere in quella casa!"
Parcheggiammo a cinquanta metri dalla casa, dietro alcuni
cespugli di more.
Scendemmo dall'auto. Io, il Navarca e la sua signora, ci fermammo
a poca distanza dalla casa, quanto bastava per non essere scorti.
Susan, come pattuito, proseguì e bussò alla porta.
Avevo capito subito che la ragazza era una tipa abituata a
cavarsela in storie rischiose, e le spiegai il mio piano: questa
volta avrebbe solo dovuto fingersi una turista con l'auto in
panne che chiedeva di telefonare. Se nella casa avesse trovato il
signore dell'immagine inviata in visione dal Cristallo, o
addirittura il Cristallo stesso, o qualsiasi altro indizio che
avesse a che fare con la nostra missione, avrebbe dovuto fingere
un attacco d'asma e chiedere di aprire la finestra. In tal caso
saremmo intervenuti prontamente.
"Ti sembra un piano d'azione intelligente, questo?" mi
disse Susan "sarai un bravo insegnante di archeologia, ma
non provare a fare l'agente segreto
"
"Fidati" le dissi, e non riuscii a resistere: prima che
scendesse dall'auto, la baciai.
Non riuscimmo a vedere chi le aprì la porta, ma la finestra si
aprì dopo dieci minuti. Il Navarca e sua moglie restarono
nascosti, io mi avvicinai e saltai dentro la casa attraverso la
finestra, in tempo per trovare la stanza vuota. Andai nella
cucina adiacente, e vidi una porta spalancata, dava su un prato,
e un'auto si stava mettendo in moto. Corsi, ma l'auto era
partita, e quando, correndo, mi trovai a poca distanza da essa,
mi ricordai della mia frusta. Riuscii a tenderla e ad agganciarmi
all'auto, saltai sul cofano.
"Papà, fermati!" gridai all'uomo che guidava. Sul
sedile posteriore c'era il Cristallo Disney.
"Papà, fermati!" gridai ancora.
"Non sono suo padre, lei è pazzo! Se ne vada!" urlò
l'uomo. Aveva ragione, lo capii subito. Gli somigliava come una
goccia d'acqua, ma non era mio padre. Mi ricordai della pistola.
La puntai all'uomo attraverso il vetro.
Si fermò immediatamente. Lo feci scendere dall'automobile
"Dov'è la ragazza?"
"Nel cofano dell'auto, sta bene".
Aprii il cofano. Susan ne uscì subito, bellissima e infuriata.
Urlò frasi non proprio raffinate.
"Chi sei?" chiesi all'uomo.
"Chi sei tu?"
"Un amico del signore al quale hai rubato il Cristallo!"
"Ma non l'ho rubato! L'ho solo preso in prestito! Mi serviva
per
"Chi sei?"
Si sedette su un grosso sasso.
"Mi chiamo Connery, Thomas Sean Connery. Sono scozzese, di
Edimburgo. Come fa a non riconoscermi? Sono uno degli attori più
famosi del mondo
"
"Vado poco al cinema" risposi "perché ha preso il
Cristallo del Navarca?"
"Va poco al cinema, ma conoscerà James Bond, l'agente
segreto
"
"Ce l'avete tutti con gli agenti segreti, oggi
non so
chi sia questo Bond
"
"Interpretai l'agente segreto Bond in molti film di enorme
successo, molti anni fa, e mi hanno offerto di interpretarlo
ancora. Un contratto da favola, tre film, partecipazione agli
incassi. Ma il regista ha preteso quella clausola, avrei dovuto
togliermi con il lifting qualche ruga di troppo
le riprese
di "Bond is back" cominciano tra venti giorni e io
detesto il bisturi, le iniezioni
Venni a sapere del Cristallo e del fatto che il contemplarlo
spianasse le rughe, pensai che fosse una buona soluzione, anni di
studio del personaggio di Bond mi hanno insegnato le tecniche per
introdurmi in luoghi protetti, disattivare i sistemi di allarme
"
"Non abbastanza per non farti beccare, andiamo!"
Lasciai andare Connery per la sua strada. Prese il suo aereo per
Londra ripromettendosi di negoziare con la produzione perché
accettassero un Bond invecchiato.
Quella sera cenammo tutti a casa del Navarca, c'era pure Susan, e
mangiava come un bue affamato. Mi piaceva sempre meno. Odio le
donne che ruttano a tavola.
Il Cristallo diffondeva una musica celestiale ed emanava odori
intensi e piacevolissimi.
Mi avvicinai alla teca. La aprii. Una luce intensa mi avvolse.
Vidi i colori cambiare, vidi la cucina sparire a poco a poco.
Quando anche l'ultima cosa a forma di pinguino si era dileguata,
mi accorsi di trovarmi nel mio studio al college.
Sentii bussare alla porta. Mi guardai attorno ancora un po', poi
dissi: "Avanti!".
Era Marcus, il mio amico Marcus.
"Marcus!!! Sai dirmi che anno è?"
"Che anno è? Hai fatto le ore piccole o hai bevuto cognac?"
"Che anno è? Rispondi!"
"E' una delle tue freddure, eh? E' il 1938, e allora?"
E allora
che dirvi? Adoro il 1938.
Indiana Jones è un personaggio della
LUCASFILM http://www.lucasfilm.com .
Le informazioni "canoniche" su Bajor sono tratte
dall'ARCHIVIO CENTRALE BAJORIANO
http://members.xoom.it/Bajor_it .
Si ringraziano i redattori dello "Star
Trek Italia Magazine"
e gli amici della "Nave
Archimede" che
hanno contribuito a trovare idee per narrare questa strana
avventura.
Questo articolo è
tratto dal numero di Febbraio del 2001 di

