L'AVVENTURA È COMINCIATA!
di Francesco Spadaro

Ho visto la sigla di ENTERPRISE.
Sicuramente è qualcosa di nuovo, per la prima volta la sigla di una serie Trek non è impostata sulla classica sequenza di panorami astrali, giramenti di pianeti e visioni futuristiche al cento per cento, anche se alla fine non manca la classica sequenza dell'astronave dei nostri eroi che entra in curvatura.
È una sigla "a tema", una storia delle esplorazioni dell'uomo, a partire da una piccola imbarcazione, passando da una Nave Enterprise che solcava i mari di chissà quanti secoli fa, per raccontare poi dei palloni aerostatici e delle prime esperienze di aviazione, con una breve sequenza storica del mitico volo dello "Spirit of St. Louis" di Charles Lindbergh che unì per la prima volta due continenti attraverso la strada del cielo. Un moderno aereo chiamato Enterprise e la visione di velivoli di ogni specie precedono spezzoni di filmati dei primi voli spaziali, e l'immancabile scena dell'impronta del piede dell'uomo sul suolo lunare. Poi si passa dalla storia alla fantasia, con l'astronave Phoenix, quella che nel film "Primo Contatto" compie il primo viaggio a velocità di curvatura e, ovviamente, a chiudere, l'astronave che il Capitano Archer, il capitano interpretato da Scott Bakula, porterà verso nuove avventure.
Anziché una voce che narra che si vuole arrivare "dove nessuno è mai giunto prima", le immagini trattano in maniera suggestiva il tema del viaggio esplorativo come naturale conseguenza del desiderio insito nel cuore dell'uomo di conoscere il "non ancora visto". È una innovazione coraggiosa quella di chi ha scelto questo tipo di sigla, abbandonare le solite carrellate di soli e pianeti per farci vedere le radici del sogno di Star Trek.
Anche la scelta di mettere una canzone come sigla è una novità, finora eravamo abituati alle grandi orchestre che eseguivano i "temi" strumentali delle varie serie.
Trascrivo qui il testo della canzone che accompagna i titoli di testa, a seguire troverete la traduzione (a cura di Rossella Marchiselli).

It's been a long road,
Getting from there to here,
It's been a long time, but my time is finally near,
And I will see my dream come alive at last,
I will touch the sky, and they are not gonna hold me down no more,

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No their not gonna change my mind, 'cause I 've got faith of the heart,
I'm going where my heart will take me,I've got faith to believe I can do anything,
I've got strength of the soul and no one going to bend or break me,
I can reach any star,
I got faith, faith of the heart.


È stata una lunga strada,
per arrivare da là fin qui,
C'è voluto molto tempo, ma il mio momento è arrivato,
e io vedrò finalmente i miei sogni diventare reali.
Toccherò il cielo, e non mi tratterranno più,
no, non cambieranno le mie idee, perché io ho fiducia nel cuore,
e andrò dove il cuore mi porta.
Ho fiducia poiché posso fare qualunque cosa,
ho la forza nell'anima, e nessuno mi piegherà o mi spezzerà,
Potrò raggiungere qualsiasi stella,
io ho fiducia, fiducia nel mio cuore.


Un brivido nel leggere, dopo il titolo "ENTERPRISE", la scritta "based upon STAR TREK created by GENE RODDENBERRY", credo abbia colpito molti trekkers che seguono da anni le varie evoluzioni di quella visione fantasiosa che iniziò con i viaggi dell'astronave Enterprise guidata da James Tiberius Kirk, proseguì con un'altra Enterprise comandata da Jean-Luc Picard, narrò gli incontri tra mondi e culture diverse nella stazione Deep Space Nine, si spinse verso luoghi lontanissimi con l'astronave Voyager di Kathryn Janeway. Star Trek continua, quindi, ma ci chiede di fermarci un attimo a guardare come le nuove possibilità di esplorazione con mezzi che superavano la velocità della luce avrebbero potuto cambiare il mondo, un mondo un po' più vecchio di quello della Serie Classica, dove i viaggi interstellari erano già iniziati da un pezzo.
Sulla scelta di fare della V serie un "prequel" si è detto di tutto. Io aspetto di vederla, spero possa accadere presto.



Questo articolo è tratto dal numero di OTTOBRE del 2001 di
STAR TREK ITALIA MAGAZINE