"Gentile redazione,
scusate se non firmo questa lettera, ma leggendola capirete il
perché. Lavoro qui all'Ufficio "Relazioni col pubblico",
a volte devo rispondere alle telefonate, a volte devo leggere le
lettere.
Le richieste con argomento "Star Trek" sono molte, nei
giorni in cui abbiamo saltato la puntata le telefonate sono state
moltissime, almeno quante quelle delle zie di Luca Sardella (tutte
le mattine si presentano più volte con un nome diverso e
elogiano il programma mattutino, chiedendo più spazio per l'agreste
conduttore). Ma a volte i fans di "Star Trek" non si
comportano diversamente, una telespettatrice si presentava un
giorno come casalinga con due figli fans di Voyager, un giorno
come giornalista, un giorno come anziana pensionata innamorata di
Chakotay . C'era uno che minacciava ogni giorno per telefono di
non pagare più il canone se non mettevamo "Star Trek"
in prima serata, quando gli abbiamo chiesto il numero di
abbonamento ha riattaccato e non ha chiamato più. Un altro, nei
giorni in cui la serie andava in onda regolarmente, reclamava
urlando che rivoleva il vero Spock, quello negro non gli piaceva,
e voleva che gli spiegassimo perché nel doppiaggio Sulu era
diventato Kim.
Ma parliamo delle e-mail. La gente una volta aveva praticamente
smesso di scrivere. Con l'avvento di Internet il mezzo epistolare
ha ritrovato una nuova vita. Solo che una volta le lettere
iniziavano con "Spettabile
" e finivano con "Distinti
Saluti". Oggi una lettera su due inizia con frasi del tipo
"Fottuti bastardi" e finisce sempre con minacce
sanguinolente. Ciò non toglie che ci sia una buona metà di
lettere cortesi e motivate, ed è per questo che ho deciso di
scrivervi.
Io sono un fan di "Star Trek", un trekker convinto. Ma
qui in Azienda nessuno lo deve sapere. Qui tollerano tessere di
ogni partito e vizi sessuali di ogni genere, ma la passione per
"Star Trek" è considerata una grave alienazione, e io
tengo famiglia (una moglie casalinga, due figli, e un cane,
Neelix). Dovete sapere che quando la nostra amministrazione
decise di acquistare i diritti delle nuove serie di Star Trek
sottraendole alla concorrenza, fu merito di una nostra
funzionaria, figlia di un potentissimo dirigente della nostra
Azienda. All' origine della scelta aveva avuto influenza il fatto
che la signorina in questione era fidanzata con un uomo agiato
che coltivava una passione incredibile per Star Trek, solo che
alla vigilia delle nozze la signorina figlia del dirigente fu
abbandonata dal facoltoso individuo per una ragazza sosia di Jeri
Ryan, 7di9 (chiamalo scemo). Da quel dì iniziò uno strano
ostruzionismo nei confronti della nostra trasmissione preferita.
Tutti noi non ne conoscevamo le ragioni. Insomma: nei magazzini c'erano
'sti telefilm costosissimi e noi preferivamo produrre fiction
interpretate da Fabrizio Frizzi? A nulla valevano i tentativi che
la segreta "Colonna Trek" dell'Azienda operava per far
trasmettere "Star Trek". Provammo a ri-intitolare
"Deep Space Nine" con "Un Profeta per amico"
e "Voyager" con "Una capitana in famiglia", a
sostituire gli ascolti di "Voyager" con quelli di
"Il lotto alle otto", a spacciare l'attore che fa Gul
Dukat per Pippo Baudo e quello che fa Neelix per Magalli. Niente
da fare, Star Trek era divenuto un argomento al bando ed era
stata costituita una apposita commissione denominata "Ufficio
per il controllo della verosimiglianza della fiction", che
di fatto stava lì apposta solo per non far passare Star Trek, se
no non si spiegherebbe perché nel poliambulatorio del "Medico
in famiglia" non ci siano centinaia di malati in fila. Lo
slogan del gruppo era "di tutto, di più, ma niente
astronavi". Persino Luca Giurato, per la sua vaga
somiglianza con Spock, veniva guardato con sospetto. Non è che
prima non lo si osservasse con diffidenza, solo che adesso c'era
un motivo in più. Solo i grandi ascolti salvarono Enzo Biagi
dall'essere allontanato perché nessuno si ricordasse del modo di
parlare dei Borg.
Fosse pure per le tre di notte o le cinque di mattina, le vostre
richieste di Star Trek in Tv resteranno sempre inascoltate, e ora
conoscete la torbida origine del nostro restare privi delle
avventure dei nostri amici che scorazzano per la Galassia.
Rassegniamoci: gli unici alieni che vedremo in TV saranno Paolo
Limiti e Bruno Vespa".