Dormivo. Alle 11 di mattina. Di norma sono un insonne vero, di quelli
che vanno a letto tardi e si svegliano presto, non come quelli che si
dicono insonni ma solo perché fanno le ore piccole e poi russano
fino a mezzogiorno.
Ma quel giorno, chissà perché,
dormivo alle 11 di mattina.
E questa è solo una delle tante premesse.
La seconda premessa è questa: quando mi capita
che qualcuna di quelle tante persone che non sa che lavoro prevalentemente
di notte mi telefona o mi piomba in casa, e mi sorprende che dormo, io
mi vergogno. Perché penso che l’altro stia pensando di me
che sono un dormiglione e un perdigiorno, vagli a spiegare a uno che dorme
tutte le notti nel suo letto che mentre lui poltrisce serenamente io lavoro,
e che quando lui si fa la camomilla io prendo il caffè.
“Ho provato a telefonare tutto il pomeriggio, ma avevi il telefono
fuori posto e il cellulare spento”.
“Li ho staccati per dormire”.
“Ma hai dormito dalle 16 alle 20?”
E te lo dice come chi sta a farti notare che
in quelle ore la gente produce, si esprime, comunica.
Io vorrei dirgli che dalle 16 alle 20 sono misere
4 ore e mentre lui si faceva 8 ore di sonno beato notturno io producevo,
mi esprimevo e comunicavo per portare lo stipendio a casa.
Niente da fare, gli sguardi degli amici dei
miei figli che mi vedono in pigiama alle ore più improbabili mi
fanno impressione, magari immaginano che mi ubriaco anche, che picchio
mia moglie se non stira bene i fazzoletti e che la sera esco con lo Smilzo
e Johnny a fare cose disoneste.
Questa premessa mi sta venendo un po’
lunga, ma a molti miei lettori è noto come io venga chiamato “il
prolisso” in diverse mailing list, dove mi chiamano anche in altri
modi, ma non mi chiamano mai “Lo Smilzo”.
Dicevo… che… Dormivo. Alle 11 di
mattina.
E suonò il citofono.
“È
il postino” pensai tra le coltri, e conclusi che non mi sarei
alzato perché il postino suona a tutti gli inquilini del palazzo
a raffica e gli avrebbe aperto qualcun altro.
Ma poi pensai che:
a) ero solo in casa;
b) giusto due giorni prima il mio amico che
ha un negozio a Bologna di oggetti Trek mi aveva comunicato l’avvenuta
spedizione del DVD “Trekkies 2” ( http://www.trekkies2.com
);
c) i postini adorano lasciare quelle odiose
cartoline che ti avvertono che potrai ritirare il tuo pacco tra tre giorni
presso l’Ufficio di Piazza Nontroviunparcheggiomancoperventieuro.
Fu così che balzai giù dal letto
e mi diressi verso il citofono di corsa.
Amici lettori, che a questo punto siete rimasti in quattro, sappiate che
tra il mio letto e il citofono ci sono trenta passi, praticamente un
pullman di quelli lunghi.
E che bisogna anche schivare buste
della spesa lasciate sulpavimento, borse da ginnastica lasciate
sul pavimento, la mostra-mercato delle scarpe, le casse di acqua minerale,
in sostanza un percorso che “Giochi senza frontiere” sembra
una passeggiatina tranquilla.
“C’è un pacco per Francesco
Spadaro” disse il postino al citofono.
“Può salire, per favore? Sono impossibilitato a scendere”
dissi io con la voce di un tipo svegliato dal citofono.Gli apro spettinato e in pigiama e con gli occhi di un pugile che ha appena
perso il titolo per K.O. e quello, il postino, mi fa:
“Tutti con l’influenza in questo periodo…”.
Rispondo “Già…” con la voce più
rauca che sappia fare, e tossisco pure, simulando la parte dell’operoso
lavoratore costretto a casa da debilitante malattia infettiva.
Tutto ciò per dirvi che attendevo con ansia questo DVD della Paramount,
sin da quando…
Ma facciamo un passo indietro. Per quei tre che sono rimasti a leggere.
Circa due anni fa mi scrisse una e-mail una cara ragazza che è
tra coloro che organizzano la Convention italiana di Star Trek. Erano
i mesi che precedevano la Convention Italiana di Star Trek nota come STICCON,
che avrebbe visto la presenza di Denise Crosby per girare il sequel di
“Trekkies”, documentario sui fans di Star
Trek.
Mi scrisse che stava selezionando persone per farle intervistare da Denise
Crosby & Co.... che ero stato nominato per entrare nella CAAAAASAAAA!!!
Mi chiese se mi interessasse la cosa.
Mi domandò se possedessi un'uniforme o un costume Trek.
E mi comunicò di avermi spacciato per "a man who own a
very funny website and write funny stories in a famous Italian Star Trek
Webzine".
Si evince da questa sintesi della mail che curo
un sito umoristico ( per la cronaca, http://www.navearchimede.it
) e che scrivo sovente in questa rubrica per questa webzine che state
leggendo, e che quindi venni spacciato per un tipo non dissimile da ciò
che in realtà potrei anche sembrare.
Risposi che ero felice e onorato per la stima
e l'affetto e che una cosa del genere era da considerarsi veramente una
notizia che mi dava felicità. E che non ho un costume, ma delle
T-Shirt di Star Trek.
Fu così che si optò per farmi
intervistare con maglietta Trek.
Torniamo a quel mattino del postino che mi prese
per un influenzato.
Non immaginate l'emozione, quel giorno che fui svegliato
alle 11 dal postino, nel vedere me (di 2 anni più giovane) in un
DVD targato Paramount, una roba che se me l'avesse predetto un mago di
TeleColor quando ero uno che guardava Star Trek e non sapeva neanche che
esistessero i trekkies, non ci avrei creduto per niente. Sappiate
che il giorno prima dell'intervista avevo avuto una lunga chiacchierata
con la troupe di "Trekkies 2", laddove per
"lunga chiacchierata" si intende che io non spiccicavo una parola
di inglese e c'era la mia amica Rossella (quella che dirige lo Star Trek
Italia Magazine) che parlava, parlava, e ogni tanto traduceva quello che
dicevo io a loro e quello che loro dicevano a me. Io non capivo molto,
ma neanche loro, gli americani, dovevano capire tanto Rossella quando
lei diceva che c'eravamo conosciuti su Internet e che adesso facevamo
la "webzine" insieme da diversi anni, visto che dopo qualche
mese i gentili creatori di "Trekkies 2" mandarono a salutare
Francesco Spadaro and "his wife" Rossella Marchiselli.
Il documentario riprende diverse convention europee,
e nel capitolo dedicato all' Italia ho riconosciuto tante facce che incontro
con piacere alla Sticcon. Gli italiani ne vengono fuori simpaticissimi.
Io appaio bello, simpatico e tanto tanto trekkie quando dico: "C'è
qualcosa di ancora più grande di Star Trek stesso, ed è
la vita dei trekkers".
E vi assicuro che è vero. Sono parte
di questa storia. Sono anche in un DVD di Star Trek, io.
Io, trekkie.
Questo articolo è
tratto dal numero di Aprile del 2005 di