Corri, bella iena (M.) !

"Robinson!" urlò Mark Zancle "Guarda un po' che bel nome ha il tizio a cui dovrò esporre il progetto! Sembra quasi finto. Robinson!".
Ursula Plantfabius lo guardò abbozzando un mezzo sorriso, non era facile fare la segretaria di Zancle, ma del resto suo padre aveva sopportato "la iena" per anni, e se era ammattito non era stato a causa sua ma in occasione del grande disastro della centrale nucleare di Pinerolo. Mark aveva conosciuto Ursula tre anni prima, quando erano volati a Passignano lui e il suo amico Spadaro. I due a quel tempo indagavano su chi fosse il freddo attentatore alla vita della iena; alla fine della storia il tentato omicida si rivelò l'insospettabile Caino Rembellari. Quando Rembellari finì in galera, Zancle abbandonò il suo esilio e costituì un nuovo network di informatica, pur non potendo avere accanto a sé i soci di un tempo. Si rammentò di Ursula, in fondo suo padre era suo padrino di cresima, e la piccola ragazza accettò il nuovo lavoro anche perché finora non aveva trovato di meglio; il vecchio Plantfabius non era più in grado di lavorare, stava tutto il giorno davanti alla 3DTV a cercare canali a luce rossa, ripetendo strane frasi sconnesse intercalando sempre quella strana espressione: "sesso sesso".
Da mesi Zancle, detto la iena per quella risata impressionante che lo contraddistingueva, era impegnato in un progetto unico e senza precedenti, che solo qualche anno prima sarebbe stato impensabile. La sua realizzabilità aveva una percentuale di possibilità di essere presa in considerazione solo adesso che 1'Italia era divenuta la più grande potenza economica mondiale.
"Parlerò con questo Robinson, presidente della ITALSPA, la prossima settimana; o mi prenderà per matto o permetterà di mettere la prima pietra per l'inizio di una nuova era". Dette queste parole, la iena mollò due energiche pacche al suo personalissimcomputer e addentò una fetta di torta di rospi.
Il megaROBOTuri n.28 del Grand Hotel Incas di Pedara depositò il vassoio con il succo di frutta sul tavolino al quale era seduto Caino Rembellari.
Rembellari era uscito di galera due mesi prima, in occasione della SuperAmnistia per la megafesta dell'"ITALIA prima nel mondo", egli aveva un aspetto più giovanile, aveva definitivamente smesso di bere, il suo fegato artificiale impiantatogli dal dr. Spadaro funzionava alla perfezione, sembrava perfino aver dimenticato i vecchi rancori.
"Succo di ananas e papaya" brontolò Caino nel sensore Au del megaROBOTuri "ecco che mi tocca bere, se potessi mi berrei non uno ma cinque Martini..."
"...per farti andare in tilt 1'epatronic!" La voce era quella di Spadaro.
"Che fai qui, Spadaro?"
"Mi riposo, come te. L'Incas è un posto stupendo, c'è la piscina più grande del mondo, dove ti bagni guardando l'Etna, che si può voler di più? Tu come stai? Io ti trovo bene, la riacquistata libertà sembra averti ringiovanito, oltre alle mie cure, s'intende..."
"...oltre alle tue cure, s'intende" Rembellari gli fece il verso storcendo la bocca "il fatto è che sono tre anni che mi riposo. Vorrei ricominciare a lavorare, non solo perché i soldi che ho al Credito Europeo non sono infiniti, ma perché stare con le mani in mano è bello fino a un certo punto, poi uno vorrebbe tornare a essere utile, specialmente per uno come me che stava per macchiarsi le mani di sangue. Come posso essere stato così folle ? "
"...stava per macchiarsi le mani di sangue! Ho estratto io stesso con l'Elektropi la pallottola che gli avevi mollato, la iena è vivo per miracolo, se crepava stavi ancora a San Vittore, dì, ma sei ancora in vena di omicidi?"
"Ho appena detto di essere stato un folle. Non ti basta?"
"No, Caino. Ti conosco da troppo tempo per sapere quanto sei capace di mutare personalità, sei uno dei più grandi attori che conosca, anche se non hai mai voluto far quattrini nel mondo dello spettacolo..."
"Senti chi parla"
"Siamo ancora in tempo, abbandono le Megacliniche e il MegamedicalEsse, mettiamo su un duo comico come ai vecchi tempi e..." 
"Scherza, scherza, tu, piuttosto, quando mi farai fare un giro sulla Asimov?"
"L'ho venduta. Ora ho una fuoriserie con carrozzeria disegnata da D. Irons; una milleotto tutta elettronica ovviamente bianca".
"Già, che fa di bello Irons?"
"Molte cose, disegna praticamente di tutto, dirige industrie, progetta oggetti, fa quattrini insomma"
"Tutti fate quattrini, Irons coi progetti, Gus coi robot, tu coi poveri malati, e il ponkio, la iena come lo chiami tu, ha la sua bella Zancleinformatica..."
"Va da lui e vedi se potete tornare a lavorare insieme"
"Sei matto? Dopo che lo stavo accoppando con la precisa intenzione di accopparlo?"
"Ma una volta eravate amici. Forse farebbe pace"
"Stai continuando a sfottere come poco fa quando dicevi che dovremmo fare il duo comico o parli sul serio ?"
"Sono anni che non so neppure io quando parlo sul serio o quando scherzo; io parlo, la gente può ascoltare quello che dico, può anche reagire alle mie parole, sta a chi ascolta prendere o no sul serio, uno può cambiare vita meditando seriamente sulla battuta di una barzelletta, un altro ascolta un santo fare un discorso serio e ne ride..."
Caino finì il suo succo di frutta e si alzò esclamando "chi credi di impressionare con la tua filosofia?".
Spadaro sorrise e sa1utò con un cenno. Il cameriere interpretò il saluto come un cenno fatto a lui. Spadaro ne approfittò per ordinare la solita Ceci Cola in bottiglia.

Fulgenzio Cirillame era il vicepresidente della ItaISPA, l'istituto che aveva aggregato ISTAT, IRI, e un'altra ventina di enti, SPA stava per Super Programmazione Ambientale, ma anche per "Spaziale".
Cirillame aveva una bella gatta da pelare tra le mani, il progetto inviato all'ItaISPA dalla ZancleInformatica, e più lo rileggeva più gli sembrava una assoluta follia. Posò l'incartamento e andò verso la finestra. Cirillame era contento di avere un ufficio con vista su Piazza di Spagna, anche se spesso lo assaliva una forte nostalgia di Catania, suo padre era stato un nobile siciliano stimato e benvoluto, che avrebbe desiderato che il figlio proseguisse nella attività editoriale di famiglia, ma Fulgenzio aveva voluto mettere a frutto le sue due lauree in Architettura e Ingegneria ponendole al servizio della ricerca scientifica, e c'era riuscito, anche se le alte sfere alle quali era giunto lo facevano sentire, più che altro, un grosso burocrate. Adesso aveva tra le mani questo progetto che veniva da Catania, pronto per essere presentato al presidente Robinson. Il presidente e il leggendario Zancle avrebbero presto discusso di questo grandioso progetto topsecret, ma era compito di Cirillame presentare a Robinson il fascicolo perché lui non fosse impreparato all'appuntamento con la iena.
Si accese il CITelefono:"Cirillame, meetinghiamoci subito per thatta storia of Catania, occhèi?"
"occhei, Robinson, vengo subito"
Fulgenzio dovette solo fare due passi fino all'ascensore privato che collegava il suo ufficio a quello del capo dell'ItaISPA.
"Trase, trase Cirillame" esordì Gennaro Robinson "drinkamose prima nu bello Coke, e poi speakiamo about lu dossier, thissa storia di cui dovimo discutere è roba catanesa como a te".
Il presidente era italoamericano e pur conoscendo perfettamente l'italiano come altre 6 lingue, aveva quel vezzo di parlare come sua madre Angela Mazza di Battipaglia sposata a Jo Robinson di New York.
"Thisso Zancle è chillo che un suo collega pazzo tempo fa bang lo stava murderando. Ci hanno fatto pure nu movie, ma se chiama Mark o Carmine?"
"Carmine Mark"
"E sentiamo bene thissa roba qua. Lui a te cosa ha consegnato?"
"Solo il fascicolo riguardante il progetto in generale. I dati tecnici completi e le scoperte scientifiche che permetterebbero di realizzare l'opera non sono qui. Zancle sostiene di non averli scritti perché non si fida di nessuno. In opportune condizioni di sicurezza e solo alle sue condizioni svelerebbe tutto il pacco".
"Ah ah che matto. O lo è per davvero o sto progetto Catania è proprio qualcosa di very big. I listen you, Cirillame"
"Carissimo Robinson, come sa bene, l'Italia ha conquistato in pochissimo tempo la supremazia in quasi tutti i campi, e lei è il presidente di un Istituto che oltre ad occuparsi di autostrade ed ugoporti adesso vuole soprattutto spendere miliardi per le ricerche spaziali. Oramai il sistema solare lo abbiamo spazzolato quasi tutto, e da tempo si sa che bisogna trovare soluzioni che un giorno dovranno portare alla Seconda Era Spaziale. Se si vuole raggiungere Alfa Centauri o si scopre come viaggiare alla velocità della luce, e anche in quel caso non si tratterebbe di un viaggetto breve, o si costruiscono città-astronavi che viaggiano per secoli, e gli astronauti che arrivano alla meta sono i pronipoti di quelli che erano partiti. La Zancle Inform. ha lavorato per un anno in questa ultima direzione. L'idea di questi miei concittadini sarebbe che..."
Discussero ben due ore.
Quando Fulgenzio Cirillame uscì dallo studio di Gennaro Robinson era così stanco che andò subito a dormire, saltando per quella sera sia la cena sia la sua abituale passeggiata per le vie di Roma.

"C'è un fatto che prova che il giovane sta mentendo" disse Spadaro a proposito del gialloquiz, e digitò sul Televideo la risposta.
"Ero distratto" disse Zancle "quale sarebbe la soluzione?"
Spadaro aprì una bottiglia di Ceci Cola.
"Il gettone trovato nelle tasche del giovane. Sto fesso non aveva telefonato all'amico, altrimenti il gettone non avrebbe dovuto trovarsi nelle sue tasche. E che quello fosse l'unico gettone in suo possesso era provato dal fatto che aveva dovuto consumare una birra per procurarselo".
"Era spaziale!" mormorò Zancle "e adesso alla TELEK oltre alle schede magnetiche hanno ricominciato a vendere i gettoni. Pensa che all'astroporto di Fontana Rossa c'è un solo videotelefono a banconote. Buono questo Porto."
"Grazie, avevo già capito che era di tuo gusto. Sei riuscito a calartene mezzo litro, vuoi finire anche tu con il fegato artificiale come Caino?"
"Non mi avvelenare la serata nominandomi quell'assassino. Mi fa male ancora qui quando cambia il tempo, la mia 'ferita di guerra', come la chiama mia moglie"
In quel momento ci fu un boato. Proprio il rumore di un'esplosione. Da far tremare le pareti, i bicchieri e le bottiglie. Spadaro si affacciò alla finestra e disse flemmaticamente: "E' esploso qualcosa là sotto"
Mark corse alla finestra. Guardò in silenzio per cinque secondi, poi disse sottovoce: "La mia automobile".

Caino aprì la porta e vide davanti a sé un signore che non conosceva. Lo guardò dall'alto in basso, poi si rivolse a lui dicendo: "Non compriamo nulla, abbiamo già due enciclopedie, due computer, e sono allergico alla polvere dei tappeti persiani. E ho già dato per le missioni".
"Non sono qui per vendere... sono... permette che mi presenti... Stefanutti della Polizia Catanese".
"Ah" disse Rembellari, e non gli diede la mano, ma si mise gli occhiali per guardarlo bene in faccia "E che vuole da me la polizia? Ho scontato la mia pena. Sono un libero cittadino onesto. Che mi controllate a fare? Stavo pure dormendo. Sognavo che ero un suonatore di violino".
"Signor Rembellari, hanno messo una bomba nella macchina del dottor Zancle, l'automobile era vuota quando è scoppiata".
"Quale macchina? Zancle ha cinque automobili"
"Ah si. Nella Fiat Kerouac" disse Stefanutti quasi irritato.
"Peccato, bella macchina". Rembellari pronunciò queste parole con evidente sarcasmo, fissando negli occhi Stefanutti, che stava quasi per decidere di divenire sgarbato, ma poi, facendo ricorso al selfcontrolmatic che portava nella tasca destra dei pantaloni, ritrovò una discreta parte della sua calma: "Signor Rembellari, vuole collaborare o no?".
Adesso stavano seduti sulle poltroncine della sala d'ingresso della casa di Rembellari, che giocherellava con un coniglietto di porcellana che stava su una cassapanca. Non accennava minimamente a rispondere, sembrava quasi che di fronte a lui non ci fosse nessuno.
Stefanutti dette un altro pull al selfcontrolmatic e si rivolse ancora a Rembellari: "Le ho chiesto solo se vuole collaborare con la polizia. Facciamo così: risponda solo con un sì o con un no. Può esser già qual cosa per far sì che la mia permanenza in questa casa sia il più breve possibile".
Caino, non sospettando minimamente l'origine artificiale della gentilezza del funzionario, quasi si intenerì: "Vede, signor delegato, l'unica collaborazione che può avere da me è la mia sincera e completa dichiarazione che non ci posso dire niente perché non ho nulla a che fare con la iena da quel giorno maledetto. Mi fazzu l'affari mei e basta. Allo stato attuale non ho intenzione di uccidere nessuno, eccettuato forse il ragioniere Zancanaro del quarto piano quando mette la sua macchina scassata davanti al mio garage. Ogni sua domanda riguardo qualsiasi collegamento anche indiretto con il Zancle successivamente al giorno del tentato ienicidio, o qualsiasi interrogatorio che volesse far emergere nel mio cuore novelli sentimenti di vendetta nei confronti del suddetto, sarebbero inutili. Ripeto: INUTILI. Ho finito".
Stefanutti si alzò dalla sedia, si diresse verso la porta e disse, dopo essersi fermato davanti al poster raffigurante Bruxelles vista dall'alto: "Nel secolo scorso a questo punto il poliziotto diceva roba del tipo NON LASCIATE LA CITTA' oppure TENETEVI A DISPOSIZIONE. Io posso solo dirle che spero di non doverla disturbare più".
"Mi controllerete voi ventiquattro ore su ventiquattro in modo invisibile e discreto..."
"L'ha detto lei. Buongiorno signor Rembellari".
Caino non rispose al saluto.

"AHI AHI.. Gaia, rispondi tu. Quando quel videotelefono suona, sembra un cane che si lamenta".
Gaia Zancle aprì il ricevitore senza attaccare il video. Poi emise un assonnatissimo "Pronto...".
"Cucù, Gaia. Non credevo di trovare qualcuno in casa. Sono il tuo simpatico collega che affettuosamente chiami 'camurrìa', come va ?"
Gaia rispose continuando a tenere il video disinserito: "Spadaro, puoi pure omettere 'affettuosamente'. Se pensavi di non trovare nessuno in casa, tanto vale non facevi il numero, specie a quest'ora del mattino. Cosa vuoi?"
"La iena dove fuggì stavolta?"
"Mark è qui, se vuoi te lo passo". Zancle si avvicinò all'apparecchio, mentre la voce di Spadaro si diffondeva nella stanza: "iena, puoi tenere out lo schermo, così mi risparmi la tua visione in canottiera". Crudelmente, dopo aver fatto cenno a Gaia di uscire dal campo visivo, la iena premette il bottone che consentì alla sua sorridentissima immagine di apparire nella stanza di Spadaro. "OOOOoooooooh, Spadaro! Che piacere la tua telefonata, qual buon vento?"
"Markuccio, volevo solo sapere come stavi. Avevo messo in conto una possibilità, consistente a dir il vero, che fossi sparito come l'altra volta. Ai tempi della VASCA".
"No, no, ciccino, ho troppe cose importanti da fare per darmi all'eremo proprio adesso; poi, la polizia mi ha assicurato che l'amico nostro è sotto controllo..."
"Tu davvero credi che...EHM...Rembe...sia il distruttore della Kerouac?"
"Ad esser sincero non molto".
Spadaro dondolò il capo con gli occhi rivolti verso l'alto. Una espressione che poteva significare tutto e niente, ma, da quando c'erano i videotelefoni, la gente amava usare la mimica via TELEK anche inutilmente.
Zancle, sempre sorridendo e grattandosi la schiena pelosa, disse: "Facciamo colazione insieme".
Spadaro diede un'occhiata all'orologio del videotelefono, poi disse: "Al Caprice alle otto?"
"OTTOotto&cinque".

"Una pizzetta e una Ceci in bottiglia" ordinò Spadaro.
Mark addentò un bignè di locuste, come al solito. I bignè di locuste, i panini con la rana, le tartine ai lombrichi, stavano su un vassoio destinato esclusivamente all'uso della iena. Gli altri clienti si tenevano ben lontani da quelle specialità, i cui ingredienti erano messi in evidenza da un cartellino luminoso, come prescriveva la legge.
Mentre Spadaro era intento a scolarsi la Ceci, Zancle cominciò a tossire. Nel giro di otto secondi le sue grosse gambe cedevano ed esso cadeva al suolo respirando male, molto male. Spadaro, mormorando parolacce, applicò al braccio di Mark il DIAGNOST, sul cui quadrante luminoso apparirono i seguenti dati: P.A.93/40 mmHg, F.C.51 b./m. , VALORI EM. NORMALI ECCETTO ALTO TASSO COLESTEROLEMICO & TRIGLICERIDEMICO, !!!!! PRESENZA DI VELENTOX IN CIRCOLO !!!!!". "'azz..., il Velentox nel bignè gli hanno messo!" esclamò Spadaro, e subito estrasse dalla borsa una microsiringa di Q35ANTIVELENTOX, che iniettò all'amico nel polpastrello. Veramente le istruzioni consigliavano di iniettare il preparato nel lobo dell'orecchio, ma Mark Zancle era malauguratamente sprovvisto di lobi auricolari. "Speriamo faccia effetto in tempo" disse Spadaro, visibilmente sudato e pallido.
Dalla vetrina di Via Etnea alcuni curiosi sbirciavano tra marzapane e paste di mandorla, per vedere se "quel poverino" si riprendeva.
E "quel poverino" si riprese. La sua pressione arteriosa e la sua frequenza cardiaca raggiunsero presto valori accettabili.
"Chiamo l'ambulanza, dottore?" chiese il barista.
"Si, e poi chiama pure la polizia perché analizzino sta roba".

Nella Stanza 101 del MegaMedicalEsse c'erano quattro persone.
"Mi sento debole" mormorò Mark Zancle.
"E' l'effetto dei veleni e degli antiveleni, lo sai" disse Spadaro. Era in camice bianco.
Gaia Zancle, con un'occhiata ai monitors delle funzioni vitali disse: "A me pare tu sia già in forma. Sei quasi colorito".
Colorita non era invece Paola Porto; da sempre gli ospedali, le cliniche, i fili elettrici collegati alla pelle delle persone, le facevano impressione. Cercò di cambiare discorso: "Sul GIORNALE D'EUROPA c'è scritto che quest'attentato potrebbe essere collegato al tuo nuovo progetto che si annuncia rivoluzionario..."
"un progetto di cui non si se nulla" la interruppe Spadaro "potresti almeno accennarci qualcosa su quest'affare che stai combinando... un cenno, anche in generale... ti salvo la vita e non mi dici niente... non mi merito una spifferatina sul tuo Gran Segreto? Almeno saprei se c'è davvero un buon motivo per cui valga la pena accopparti ..."
"Basta, Spadaro. Vi direi pure tutto, ma mi sento per davvero molto debole..."
"Fra due giorni ti sentirai di nuovo bene" dissero quasi in coro Ciccio e Gaia.
"Appunto" fece la iena "il primo luglio saprete tutto. Sono troppo debole per farvi un discorso ora. Giorno UNO LUGLIO ci sarà la conferenza stampa. Dirò al mondo, se ci campo, che sto combinando. Adesso fatemi dormire, please".
Spadaro disse: "Ehi, l'uno luglio è il compleanno di..."
La iena lo interruppe: "Lo so, ma che c'entra? E' che non perderesti occasione per nominarmelo...AHI AHI... AHI AHI... voglio riposare, Gaia, manda via Spadaro, Paola, portatelo via, Spadaro, ti voglio bene che mi hai salvato la vita, ora ciao".

"Ehilà, Rembellari, auguri, buon compleanno, tieni il raccontino che ho scritto quest'anno per te" disse Spadaro, poi diede due baci a Caino, che sorrise e rispose: "Grazie, sei sempre molto caro. Ti sei anche ricordato del raccontino. Speravo proprio che mi venissi a cercare in questo bar dove vengo ogni mattina, speravo proprio venissi. Sono contento. Che posso offrirti?"
"Niente, Caino, non c'è tempo. Non vieni alla conferenza?"
"Certo, ho un'occasione per rivedere la faccia del ponkio senza che lui sia per forza costretto a vedermi, ma non ci vuole un pass?"
"Nessun pass, chi entra entra. Per questo bisogna far presto".
Si diressero verso il Salone del BRILNIC, che si trovava a duecento metri dal bar.
Trovarono una folla immane, nonostante la conferenza fosse trasmessa in diretta TV. '
Zancle arrivò puntuale e attaccò a parlare subito:
"Tutti i racconti di fantascienza in cui l'uomo si sposta per la Galassia presuppongono che abbia scoperto come viaggiare più veloce della luce. Gli scrittori hanno descritto i cosiddetti "balzi nell'IPERSPAZIO" che consentono di andare da Sole a Sirio in un baleno, da Terminus a Trantor, scusate la citazione letteraria del Buon Dottore, come se non si trovassero l'uno alla periferia, l'altro al centro della Galassia. Non sono qui per parlare di Science Fiction, non allarmatevi. Voglio invece star qui a ricordarvi che, non essendo ancora stato scoperto il modo per andare di sistema solare in sistema solare senza impiegarci moltissimi anni, se vogliamo andare in un altro sistema solare ci dovremo appunto impiegare moltissimi anni. Per questo da tempo si progettano città-astronavi adatte a viaggiare per secoli, città-astronavi dove gli astronauti che arrivano alla meta sono i pronipoti di quelli che erano partiti. Ma 'sti progetti vanno assai a rilento. Da troppo tempo. Motivi? Innumerevoli. Ve ne dico alcuni. Costruire una città-astronave è costosissimo. Una città astronave è sempre una brutta città, falsa, arida, fredda. Per quanto si tenti di progettarla a misura d'uomo risulta sempre un orrore. Costoso e spaventoso. Da qui il mio progetto. Prego, la diapositiva. Il mio progetto è semplice e si può riassumere in una domanda: perché tentare di costruire una città-astronave quando possiamo trasformare in astronave una città già esistente? Signori, se il mio progetto verrà approvato, manderemo la città di Catania nello spazio. In soli quindici anni Catania può essere trasformata in un mezzo capace di affrontare gli spazi siderali, il tutto con un impiego di materiali molto inferiore a quello necessario per costruire astronavi che sembrino città. Quindici anni. Il tempo necessario per fare di Catania un'immensa navicella. Un tempo in cui chi vorrà restare sulla terra potrà abbandonare Catania, e chi vorrà andare nello spazio potrà scegliere di divenire catanese. Così la nostra città sarà presto popolata da gente di ogni nazione, e nello spazio voleranno mille culture, e una sola: quella terrestre..."
La gente ascoltava in silenzio. Atterrita. Affascinata. Rapita dalle parole di Mark. Tutti immobili. Impietriti.
Caino Rembellari scorse un movimento strano nella fila davanti a lui. "Ma quello non è il figlio del barone?" pensò "Che fa? Sta uscendo l'accendino dalla tasca? Vuole fumare proprio ora? No, ma qui non si può fumare, ora glielo dico..." Mise una mano sulla spalla di Fulgenzio Cirillame e gli disse: "guarda che qui non si può..." . Si accorse che Fulgenzio non maneggiava un accendino ma un "Fulminatore a distanza", arma di uso proibitissimo. Il fulminatore aveva un microschermo da un pollice, con l'immagine di Mark Zancle che stava parlando. Prontamente Caino gli strappò dalle mani il fulminatore e urlò: "Aiuto, polizia!!! Bloccate quest'uomo, aveva un fulminatore !!!"

"Eccoti il raccontino di quest'anno, Caino! Auguri" disse Spadaro.
Caino rispose: "Grazie, spero non sia cupo come l'anno scorso..."
Si trovavano al solito bar. Spadaro rise e poi si rivolse ad Caino facendo una faccia serissima: "No, caro, è più triste ancora. Che vuoi farci? Mi vengono così adesso... Però! ... è passato un anno, il primo giorno di luglio dell'anno scorso salvasti la iena dall'attentato"
Rembellari si mise a parlare con aria ispirata: "...già! Stavano arrestando me ancora una volta, però! Come dargli torto in fondo? Io, che una volta avevo tentato di uccidere Mark, avevo in mano un fulminatore puntato su di lui, meno male che Cirillame confessò... aveva rubato il fulminatore al Ministero, armi del genere non possono stare certo in giro, voleva uccidere il buon Zancle perché non sopportava, il Cirillame, l'idea di veder sparire Catania dalla faccia della terra, era pronto ad uccidere colui che voleva impedirgli di farsi i finesettimana nella amata città natale, era venuto a conoscenza del progetto come funzionario dell'ItaISPA, considerava in cuor suo i piani di Zancle una aberrazione..."
"so tutta la storia" lo interruppe Spadaro "inutile rievocarla. Ti fa piacere parlarne perché da mancato assassino ed ex-galeotto sei divenuto l'eroe, che ha salvato la vita della stessa persona che tre anni prima avresti volentieri fatto fuori... certo che 'sta storia di CataniaSpaziale non va giù a molti... fortunatamente la iena ha potuto smettere da un pezzo di preoccuparsi per la propria vita... il progetto è tutto in mano all'ItaISPA e lui non ha più alcun segreto in pectore... ma chissà se si farà questa CataniaSpaziale..."
Caino aprì la busta del raccontino e sfogliandolo mormorò: "Si deciderà presto, il Governo comincerà a discuterne domani..."
Spadaro bevve un sorso di Ceci Cola, poi, con lo sguardo rivolto verso il cielo, disse: "E se Catania diventa un astronave, tu che scegli? Vuoi essere terrestre o catanese?"
"E tu? Terrestre o catanese? Non si parla d'altro. Ne discuteremo insieme anche a pranzo oggi, sicuro. Ci sarete pure voi, no? E' il mio compleanno, non potete mancare... Si mangia ottimo pesce, ti piacerà. Vengono anche Gaia e Mark"
"...il tuo socio Mark"
"Già, il mio socio della ZancleRembellariInformatica e ricerche interstellari".