Anche la valigia di Bernard è pesantissima (causa trasporto
costumi per sfilata), ma ha le ruote (questi americani sono
sempre all'avanguardia) e a lui pareva di ricordare che il Centro
Congressi non fosse tanto distante da dover prendere un Taxi, e
così, sotto un sole che spacca le pietre ci incamminiamo
conversando di cose sacre e cose profane rese sacre dagli occhi
di chi ama il Signore e le cose belle che ci fa vedere, come Star
Trek e i trekkers.
Il tragitto era in effetti meritevole di un Taxi, ma alla fine
avevamo risparmiato dei soldi e perso qualche grammo di ciccia.
La prima cosa che vedo entrando alla Sticcon è un manifesto
della Sticcon 2002. Ospiti: Majel Barrett e Leornad Nimoy. Spock.
Mentre mi avvicino alla segreteria per ritirare i pass penso a
tre possibilità:
1) Ho visto realmente quel manifesto e Spock sarà in Italia
l'anno prossimo.
2) Non ho visto realmente quel manifesto. Il sole era troppo
forte, le valigie troppo pesanti, e ho pure dormito poco.
3) È la volta buona che Massimo Romani, forse a causa dello
stressante pomeriggio passato a fare 195 telefonate per chiedere
agli iscritti alla Convention 2001 se volevano venire lo stesso
anche se non c'era la Barrett o preferivano essere rimborsati, ha
fuso il cervello.
Tralascio la narrazione del percorso con valigie compiuto da me e
Bernard in direzione dei rispettivi alberghi, che si scoprono
essere nei pressi della stazione. Il primo che dice "Non
potevate lasciare le valigie in albergo e POI andare al Centro
Congressi?" verrà fulminato con un phaser posizionato su
"fa molto dolore".
PUNTO. PUNTO E VIRGOLA. PUNTO E UN PUNTO E VIRGOLA.
Ri-giungo in Convention poco prima di cena e inizio subito
l'attività principale che caratterizzerà la mia presenza alla
STICCON, soprattutto nei primi due giorni. Taleattività consiste nel gironzolare
qua e là conversando con la gente che si incontra, un esercizio che viene
definito a Catania con il termine di "ciollìo", e in altri luoghi come "cazzeggio",
parola che il correttore automatico del programma di scrittura
che sto usando si ostina a cambiare in "pazzeggio", non
ci provo quindi neppure a cercare dei sinonimi, visto che quando
disattivo la correzione automatica me lo sottolinea in rosso.
Incontro Alberto Lisiero, il Grande Puffo dello Star
Trek Italian Club, che mi accoglie festosamente, così come
Gabriella Cordone. Alberto ha recentemente abbandonato ogni
caratteristica fisica che lo rendeva gabibbo-simile trasformando
18 chili di Ammiraglio in energia, assumendo una forma tendente
al longilineo. Gabriella è sempre più bella e grandiosamente
simpatica.
Ceno con Salvatore Carboni, uomo intelligente e cordiale. Il suo
accento sardo fa sì che mi chiami "Navvarcca" e che
debba sempre precisare che il nome della sua Nave, la USS
Capella, si scrive con una P, pur continuando esso a pronunciarla
in modo equivocabilmente differente.
La discussione verte a tavola sulla sessualità
vulcaniana, sul motore a curvatura, e sui suoi interminabili (e
curatissimi) articoli sui due suddetti argomenti, pubblicati
qualche mese addietro su questa webzine.
Proseguo la serata continuando il "ciollìo" nei locali
della "passeggiata DS9", un enorme salone contenente i
banchetti degli attori e di diversi venditori di gadget
trekkistici, un' esposizione dei lavori artistici di una socia,
il banco dello Star Trek Italian Club, affidato alla costante e
simpatica presenza di Livia Monteleone. Decido di far compagnia a
Livia, e con il placet di Gabriella scelgo di trasformare la mia
passeggiata in una seduta, abbandonando la prolungata stazione
eretta in favore di una sedia al banco STIC, con il risultato di
fare piacevoli incontri di vari soci del Club, e di godere anche
della conversazione con Massimo Romani, organizzatore dell'evento
STICCON.
Massimo racconta con entusiasmo e partecipazione
sentimentale questa sua avventura, e in lui traspare un sincero
desiderio di amicizia e riconoscimento di come il lavoro che ha
scelto generi distensione, allegria e bellezza. E non vi sono
dubbi che ciò accada in chi quest'anno è venuto alla STICCON.
Passa da lì anche Cristiano Sassetti, una forma di vita di una
squisitezza unica i cui tratti somatici da avvenente orsacchiotto
e la schiettezza nel conversare rendono molto gradevole, nei
giorni successivi avrò poi modo in diverse occasioni di
sperimentarne la disponibilità e generosità. Tra l'altro è
l'autore di una splendida foto fattami insieme a Manu Intiraymi,
attore di Voyager presente alla Sticcon, e della foto in cui
Marina Sirtis tiene in mano il CD dello STIM da lei stessa
autografato.
La tarda serata vede una allegra compagnia allestire
un karaoke sui grandi successi della musica leggera e le sigle
dei cartoni animati più noti. Notevole Gabriella Cordone in
"Il cielo d'Irlanda" e un corale "Siamo i watussi".
PUNTO.
La mattinata di Venerdì è caratterizzata dall'incontro con il
Ponte di Comando dello STIC. Alberto Lisiero racconta
dettagliatamente le vicende dell'ufficializzazione dello Star
Trek Italian Club, che da qualche giorno è diventato in Italia
il Club Ufficiale di Star Trek. Non siamo più un Club di
Trekkers o il Club di questo o di quello, siamo IL Club di Star
Trek, tutte le
cose belle che il Club fa continuerà a farle, e in
più abbiamo tutti i vantaggi dell'essere un Club Ufficiale,
parte dello "Star Trek" gen
uino, senza additivi,
conservanti, surrogati, eccipienti e coloranti.
Dopo pranzo è il momento del "Meeting della Mailing List
STIC", le firme delle mail si trasformano in persone reali,
tra l'altro vengo a conoscenza che Filippo Simone non è un
computer che scandaglia la rete ma un essere umano in carne ed
ossa e che Alberto Piccu è pure egli qualcosa di somigliante
perfettamente ad un essere umano, ma ciò non esclude che sia una
macchina, ovviamente, a guardare Star Trek si impara questo e
altro.
Continuo allegramente a disertare ogni conferenza
scientifica. Non metto in dubbio che saranno state senza dubbio
interessanti, ma a causa di reiterati Corsi di Aggiornamento a
cura della ASL, rifuggo da ogni evento che comporti proiezioni di
diapositive, specie se io sono in ferie.
Di Mailing List in Mailing List, ecco un mini-meeting "ITATREK".
Il "ciollìo", o "cazzeggio" che dir si
voglia, raggiunge i massimi livelli, con Angelo Ghigi e Paolo
Esini intratteniamo dotte conversazioni del tipo "È
salutare regalare un triciclo al proprio figlio dopo avergli
fatto vedere Shining?". Alle placide conversazioni si
aggiunge anche Giacomo Degli Esposti, e il buon Ghigi immortala
il gruppo in una storica foto.
Dopo cena è il momento del Trekgreed, clone trek
del gioco-quiz televisivo di RaiDue. La mia mistica pigrizia fa sì
che non mi iscriva alla tenzone, ma posso deliziarmi del fatto di
essere seduto accanto a Gabriella Cordone. Svelerò in questa
sede un terribile segreto: Gabriella non conosce a memoria ogni
particolare di Star Trek. Fatevene una ragione, esistono numeri
di date stellari sulle quali non è assolutamente sicura.
Continuo a gironzolare con uno zainetto contenente una felpa. Non
si sa mai. Nonostante il clima da tropici la "Sindrome di
Totò e Peppino" mi attanaglia sempre.
PUNTO. DUE PUNTI, MA SI', FAI VEDERE CHE ABBONDIAMO!
ABBONDANDIS ABBONDANDUM!
E arriva Sabato, che inizia per me con un incontro del Registro
di Flotta dello STIC.
I gruppi del Club che costituiscono le "Navi"
sono presenti con loro rappresentanze, la USS Arecibo si
contraddistingue per l'alto numero di partecipanti, la Nave
Archimede annovera tra i presenti solo il sottoscritto, ma prima
o poi qualcuno dei pelandroni del mio equipaggio si deciderà a
staccare le chiappe dalla Trinacria per raggiungere questo
piacevole consesso, spero che l'arrivo di Spock l'anno prossimo
ne muova finalmente qualcuno a condividere con me la "Sindrome
di Totò e Peppino".
Alle 11 c'è la proiezione di "Endgame", ultimo
episodio della serie "Star Trek Voyager", arrivato
fresco fresco dagli States.
Assisto al film seduto tra Rossella Marchiselli,
Direttore dello STIM, e Anna Manfredini, il Redattore Capo,
giunte da pochi minuti in Sticcon. La proiezione è ovviamente in
lingua originale, e le mie amiche "cape" vengono da me
interpellate ogni volta che non capisco una frase detta dagli
attori, cioè sempre. Un simile tormento è normalmente sgradito
da qualunque essere umano senziente che voglia assistere in santa
pace a uno spettacolo spasmodicamente atteso, pertanto alla fine
del filmato temo seriamente che le mie due adorabili amiche
vogliano degradarmi da "Vice-Capo Redattore" a "Mappina
Redazionale".
Si decide quindi di recarsi a fare un pranzo tra noi "STIMMERS".
C'è anche Riccardo Palazzani e c'è pure Diego Cacchiarelli.
Chiediamo un po' in giro informazioni su dove trovare un buon
ristorante, ce ne indicano uno in riva al mare, ci siediamo e
iniziamo subito a mangiare i grissini sul tavolo, per una grande
fame indotta dalla visione delle assimilazioni Borg nel telefilm
appena visto; il cameriere ci informa che nel ristorante servono
solo piatti a base di pesce.
La maggioranza dei presenti (non io) detesta il
pesce.
"Ma proprio solo pesce?".
"Pesce".
"Ma non avete per caso un po' di
".
"Pesce". "Non potreste prepararci un piatto di
".
"Pesce".
Ci alziamo, ci offriamo di pagare il coperto (è roba che si
dice, nessuno aveva in cuore tanta signorile munificenza, a mio
avviso), ma il gentile cameriere dice che non è necessario.
L'ora incalza, a momenti arriva Marina Sirtis, e si opta per
panino e gelato.
Ed eccola, la Betazoide, il Consigliere, Imzadi, la figlia della
Figlia della Quinta Casa, la dolce e affascinante Deanna Troi.
Che ci delizia con un monologo dove si capisce che ama moltissimo
questo lavoro, ed è generosa nel raccontare aneddoti sui suoi
colleghi. Parla senza peli sulla lingua, ironizza sul fatto che
la volta che il suo personaggio guidò l'Enterprais D essa si
schiantò miseramente e definitivamente.
Ha una bella gonna corta, due gambe perfette e una
scollatura che fa piacere notare, è una simpaticona, non ci fa
mancare occasioni per ridere. Alla sessione delle domande ho
finalmente l'occasione per farle la domanda che da anni
attanaglia la mia mente durante la visione degli episodi di
"The Next Generation". La mia domanda viene introdotta
dalla premessa che si tratta di una questione di un certo
spessore, e da una lunga pausa successiva alla premessa, onde
generare un silenzio in sala che prepari all'importante quesito:
"Ti piace veramente molto la cioccolata?".
Marina ride, e non solo lei. Applausi. Applaude anche lei. Una
star sta applaudendo a me per una mia piccola trovata.
Voi state pensando che io me la stia tirando ("E tiriamocela"
dice sempre il Direttore quando comincio a vantarmi). È vero, me
la tiro.
Marina dichiara di adorare il cioccolato fondente, ma svela che
sul set le servivano cioccolato al latte perché ha un contenuto
calorico inferiore e le tutine di Deanna Troi sono quelle che
sono. E giunge la scioccante rivelazione: in quelle scene c'era
una ciotola nascosta ove la graziosa
Deanna sputava la cioccolata appena poteva. A volte
i "dietro le quinte" sono veramente agghiaccianti.
E a seguire ecco la sessione autografi. Giunto al cospetto di
Marina Sirtis ritento il colpaccio andato ottimamente a segno lo
scorso anno con Robin Curtis. Le chiedo "May I kiss you?",
ma la furbina mi porge la mano (non la guancia come fece la
splendida Saavik Numero Due). Bacio la mano di Marina Sirtis. È
comunque una grossa conquista.
La sento, il Direttore abita a più di 1000 km da casa mia, ma la
sento. Sta dicendo "E tiriamocela". Non manca la
consueta Asta di Beneficenza condotta da Nicola Vianello, mi
aggiudico un rarissimo Urania del 1978, "Il pianeta del
giudizio", una avventura della Enterprise di Kirk. In
sovrappiù vi è una cassetta di Voyager e anche il bacio-premio
delle vallette "M & M".
E il solatio pomeriggio prosegue tra le vie di Bellaria, l'aria
estiva è fantastica e la felpa sta sempre nel mio zainetto ("Escus
muà, noio vulevam savuar
").
Aperitivo in compagnia di alcuni STIMmers e di altri
amici, per l'occasione disegno alcuni trek-animaletti, mischio i
foglietti e ognuno ne prende uno a caso. Il Trek-orsacchiotto va
a Cristiano, il Trek-pinguino alla sua ragazza, ad Anna capita
una Trek-lumaca, Trek-cane e Trek-gatto vanno rispettivamente a
Rossella e a Diego. Il caso vuole che a Riccardo capiti la Trek-serpe.
La compagnia si trasferisce in pizzeria, Cristiano si dichiara
affascinato dal fatto che la conversazione a tavola è una
conversazione totalmente sui telefilm di Star Trek a un livello
tale come non gli capitava da anni.
Taceremo sulle performance canore di Diego e del
sottoscritto e sul fatto che il cameriere si dichiarasse stupito
dal fatto che tali esibizioni estemporanee avvenissero anche
senza abbondanti libagioni di birra.
Si torna al Centro Congressi. C'è la sfilata dei costumi Trek.
Notevole il doppio personaggio interpretato da Bernard Carman e
un signore travestito da Cubo Borg. Vince la sfilata una piccola
Deanna Troi interpretata da una bimba bellissima.
Il lungo sabato prosegue con una riunione dello STIM sui gradini
del palazzetto, causa presenza di redattori fumatori, e con una
conversazione su una panchina con Alberto Lisiero. Un incontro
piacevolissimo con l'amabile individuo che ha creato e regge il
Club, la sensazione che ogni mia parola venga compresa e che ogni
sua parola sia preziosa mi rende ancora più consapevole che
compiere questo viaggio in Romagna sia stata per me una gran
bella idea.
E si va in birreria, la serata prosegue fino a tarda
notte, tra alcol che scorre a fiumi, karaoke, canti a
squarciagola. C'è pure Manu, e giunge ad unirsi all'equipaggio
anche l'Ammiraglio Alberto, che beve Coca Cola osservando con
beata gioia i suoi amati trekkers giunti da ogni parte d'Italia.
APRI UNA PARENTE.
HAI APERTO LA PARENTE?
CHIUDILA.
Domenica mattina, dopo appena quaranta minuti di sonno notturno,
eccomi di nuovo in Sticcon per la Santa Messa. I trekkers
presenti alla Messa sono una cinquantina.
Padre Bernard, durante l'omelia, parla del fatto che
nella serie Deep Space Nine vi sono più domande esistenziali che
nelle altre serie, perché la stazionarietà porta a compiere
attraverso le domande un viaggio, perché l'uomo porta dentro di
sé qualcosa che vuole viaggiare. Cita "Endgame":
"La cosa importante è il viaggio stesso".
E non sappiamo dove stiamo andando, ma noi cristiani, diceva
Padre Bernard, almeno sappiamo Chi seguiamo, Chi condivide con
noi ogni momento del viaggio, il nostro "Star Trek". E
dice che pure noi cristiani abbiamo la nostra Prima Direttiva,
amare Dio e amare il nostro prossimo come noi stessi.
Pranzo a Rimini a casa di Susanna Ricci, insieme alle due "cape".
Piadine e cascioni, come vuole la tradizione locale.
Il secondo incontro con Marina Sirtis è sempre
molto divertente, almeno così credo, non mi trovo proprio
attentissimo a causa di una cecagna dovuta alla notte in bianco,
ma lo stato cecagnoso fortunatamente rientra (anche grazie al mio
adorato caffè all'americana) per la foto finale di rito. E viene
alfine la cena di gala, con tutti gli ospiti illustri della
Convention, Marina è splendida e contenta, le tre "Trek
Babes" sono affabili e affascinanti, Celeste Yarnall (la
splendida biondina che amoreggia con Chechov nell'episodio "La
mela" della TOS) si intrattiene in spiritose conversazioni
con il gruppo del mio tavolo, composto prevalentemente da simil-klingon
rumoreggianti, e generosi di ovazioni nei confronti di qualunque
personalità, da Marina Sirtis giù giù fino a Nicola Vianello
:-), passasse davanti ad esso, trovandosi situato vicino
all'uscita della sala.
La spiritosa Marina al suo terzo passaggio e alla
nostra terza ovazione si è munita di un tovagliolo e ci ha
percossi con esso.
Riassumendo: Marina Sirtis mi ha applaudito, le ho baciato la
mano e mi ha pure picchiato.
"E tiriamocela". Lo sta dicendo ancora.
La Convention finisce tra torta e spumante.
Io torno in albergo dopo aver salutato vecchi e nuovi amici.
Rifaccio le valigie. Sono rimaste inutilizzate due felpe, un
ombrello, una tuta, scarpe di ricambio (non si sa mai gli
acquazzoni), varie camicie con maniche lunghe.
----------------------------------------------------------------------------------------
Signorina (intestazione autonoma)
veniamo noi con questa mia a dirvi, a dirvi una parola, che
scusate se sono poche ma 700 mila lire; a noi ci fanno specie che
quest'anno, una parola, c'è stata una grande moria delle vacche
come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi
consolate dei dispiacere che avreta perché dovete lasciare
nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi
mandano questo perché il giovanotto è uno studente che studia
che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito
posto cioè sul collo . ; . ;
salutandovi indistintamente
i fratelli Caponi (che siamo noi)
Il film è (c'è bisogno di dirlo?) "Totò, Peppino e la
malafemmina"
di Camillo Mastrocinque, Italia 1956
http://www.fenyce.net/toto_peppino_e_la_malafemmina.htm

Questo articolo è tratto
dal numero di Giugno del 2001 di


