Ma poi, con l'unico braccio che poteva muovere, aprì uno sportello che aveva
sul petto. C'erano anche lì tanti fili e tante lucette, Cominciò ad armeggiare
e così, prima riuscì a far muovere la testa, poi l'altro braccio, poi a poco a
poco tutte le altre parti del corpo si sbloccarono.
"Ti ringrazio, bambina. Ora va meglio" mi disse lo strano uomo
meccanico, e adesso muoveva le labbra come un uomo vero.
"Ti chiami Data?" chiesi.
"Sì, e tu?"
"Dorothy. Cos'è l'Enterprise?"
"E' una astronave"
"Una astro... nave?"
"Un vascello che... può volare tra
le stelle, ehm... non avete androidi, cioè uomini-macchina, o astronavi qui,
vero? Ecco, devo essere proprio in avaria seria, ho violato alla grande la Prima
Direttiva..."
"Prima Direttiva?"
"Non badare a quel che dico, Dorothy. Non volevo turbarti. Ma se non avessi
chiesto il tuo aiuto sarei rimasto bloccato per sempre... il tuo pian... paese
è molto bello, ma mi trovo qui per strane circostanze..."
"Non è il mio paese, questo. Anch'io mi trovo qui per strane circostanze.
Io sono del Kansas"
"Kansas? Stato federato degli USA centrali attraversato da molti corsi
d'acqua dei quali il più importante è l'Arkansas?"
"Sì, certo. Sei bravo in Geografia!"
"Come fai a trovarti qui, Dorothy? Il Kansas mi risulta essere molto
lontano da qui, solo una astronave potrebbe averti portato qui...
oppure..."
"Un ciclone, un ciclone potentissimo ha portato me e il mio cane qui, con
tutta la mia casa"
"Un ciclone? Interessante. Più verosimilmente potrebbe trattarsi di una
alterazione di spazio-tempo determinata da una rifrazione di turbolenza
metafasica, che ha generato, attraverso una instabilità particellare di
rotazione inerziale variabile..."
"Che stai dicendo, signor Data?"
"Niente di importante. Pensavo a questo ciclone"
"Un terribile ciclone, signor Data, che mi trasportò via dal Kansas con
tutta la mia casa. Toto, il mio cane, era con me, e ci ritrovammo in mezzo a una
campagna bellissima. Ero capitata nel paese dei Munchkin, tipi strani e
decisamente bassi. Una specie di mondo di nani.
Mi
fecero un sacco di feste, perché piombando nei loro campi, la mia casetta aveva
schiacciato una strega, che loro chiamavano 'La strega dell'Est', e la sua morte
fu per questi Munchkin una liberazione, visto che li sottoponeva a terribili
prepotenze.
Parlavamo di questi fatti e il cadavere della Strega Malvagia sparì, restarono
solo le sue scarpe, belle scarpe davvero, molto luccicanti.
Coi Munchkin c'era una signora che diceva di essere una strega buona, quella del
Nord, e mi disse che adesso le scarpe erano mie. In effetti mi facevano comodo,
le mie erano proprio malridotte e mi sarebbero servite per tornare nel Kansas,
pensai, ma non sapevo come fare, per tornarci, nel Kansas. Mi disse la Strega
del Nord che era un'impresa difficile, non conosceva neppure l'esistenza del
Kansas, e di nessuno degli Stati Uniti d'America, ma che se fossi andata da un
certo Mago di Oz, che si trovava in un posto chiamato 'Città di Smeraldo' avrei
di certo trovato la soluzione, perché questo Mago era molto potente, e aveva
soluzioni per tutto. La strada per la Città di Smeraldo era lunga e pericolosa,
a quel che i Munchkin sapevano, ma bastava seguire questa strada lastricata di
mattoni gialli.
Ma tu come ti sei trovato qui?"
"Ecco, mi trovavo su questo mio vascello, l'Enterprise..."
Mi disse cose un po' complicate, parlò di un popolo chiamato "I Romulani",
di un metallo prodigioso chiamato trilitio, di una specie di ciclone delle
stelle che lo aveva portato sin qui, e di luoghi che non avevo mai sentito
nominare: Veridiano, Amargosa...
"Amar... cosa?"
Rise, l'uomo meccanico rise.
"Puoi ridere anche se non sei un uomo?"
"Eh... eh... in lingua italiana farebbe ridere davvero... Sì, posso
ridere, mi hanno impiantato un apparecchio che si chiama CHIP emozionale, posso
ridere, piangere, avere paura, come un uomo vero..."
"Puoi innamorarti, provare invidia, tenerezza..."
"Beh... non saprei,,, parlavo di emozioni, non proprio di
sentimenti..."
"Provi emozioni ma senza veri sentimenti? Non hai un... cuore?"
"Un cuore vero e proprio non mi servirebbe, diciamo che il mio creatore, il
dottor Soong, ha creato per me il CHIP emozionale, ma per i sentimenti veri e
propri avrebbe dovuto fare una specie di... CHIP sentimentale!"
Gli proposi di venire con me per chiedere al grande Oz un cuore, anzi, come lo
chiamava lui, un CHIP sentimentale. In fondo, non sarebbe stato più difficile
che dare un cervello allo Spaventapasseri.
"Un CHIP sentimentale? Potrebbe essere interessante. Ma se quest' entità
di Oz possiede poteri grandi, potrà soprattutto farmi contattare l'Enterprise,
o al limite, portare anche me in luogo conosciuto, ad esempio il Kansas".
Data
decise così di venire con noi alla Città di Smeraldo, e lungo il cammino
incontrammo poi un leone pauroso, che si unì alla compagnia, per poter chiedere
al Mago di Oz che lo facesse diventare coraggioso.
L' Uomo di Paglia parlava poco, più che altro fischiettava, ma Data mi raccontò
tante cose sui suoi compagni dell'Enterprise. Mi parlò di Geordi, un suo amico
cieco che portava degli occhiali magici che lo facevano vedere, di Deanna, una
donna che poteva sentire le emozioni degli altri, e di Worf, che aveva la forza
di quattro uomini. Giungemmo alla Città dopo un lungo cammino.
Verde e luccicante. Così era la Città di Smeraldo.
Quando potemmo giungere al cospetto del Grande Mago di Oz, vedemmo qualcosa di
incredibile. Ci trovammo di fronte a un grande trono sul quale c'era una enorme
testa calva.
"Io sono il Grande Oz" disse la testa "Che cosa devi chiedermi,
piccola?"
Gli dissi ciò che volevamo, e lui rispose che avrebbe esaudito i nostri
desideri solo se avessimo fatto qualcosa per lui. Qualcosa di terribile.
"Uccidete la Strega dell'Ovest!"
Inutilmente cercai di spiegare al Grande Oz che la morte della Strega dell'Est
era stata un caso, che non ero una assassina di streghe, ma non volle sentire
ragione. O uccidevamo la Strega, o non avrei mai più rivisto il Kansas, mia zia
Em e zio Henry, Data non avrebbe mai avuto un cuore-chip e non sarebbe tornato
dai suoi amici, lo Spaventapasseri sarebbe rimasto senza cervello, il leone
sarebbe stato pauroso per sempre.
Fu allora Data a parlare: "Non faremo nessun omicidio, Signor Mago di Oz,
non crediamo che voi siate un mago potente, non accettiamo ricatti..."
"Silenzio, uomo di latta!" esclamò Oz "La strega dell'Ovest è
malvagia, presto lei e le sue orrende bestie assoggetteranno tutto il regno di
Oz, uccidetela o diventeremo tutti suoi schiavi, è già partita alla vostra
caccia per avere le scarpe magiche, ogni resistenza sarà inutile, verremo tutti
assimilati..."
"Cosa stai dicendo, Oz? Di che parli? Sembri parlare di..."
"...della Strega dell 'Ovest, regina dei Borg! Dal suo cubo enorme ci
osserva tutti con la sua sfera magica!".
Data fece una strana esclamazione, sembrava una imprecazione di quelle che a
volte sentivo dai contadini del Kansas quando erano arrabbiati.
"Forse dovremmo vedere le cose in modo differente, allora. Puoi farmi
comunicare con i miei compagni dell'Enterprise, o Grande Oz? Potrebbero aiutarci
a sconfiggere i Borg!"
La grande testa sembrò chiudere gli occhi come per riflettere, poi disse:
"E sia!"
"Data a Enterprise..."
"Signor Data, dove si trova?"
Era una voce molto profonda, e proveniva da una spilla sul petto dell'uomo
artificiale .
"Capitano Picard, mi localizzate?"
"Adesso sì, la stiamo cercando da sei giorni, stavamo per abbandonare le
ricerche e allontanarci da questo sistema..."
"In quale sistema mi trovo?"
"Ci troviamo su... ma ne parliamo a bordo, Signor Data, stia pronto per il
teletrasporto..."
"No, Capitano. E' meglio che qualcuno scenda qui. Ho motivo di pensare che
vi sia un problema che riguarda forse i Borg. E mi trovo in luogo dove potremmo
ottenere ulteriori informazioni"
"La struttura dalla quale la percepiamo è una immensa costruzione
cristallina. Tra poco scenderà una squadra..."
"Ricevuto, Capitano".
Passò pochissimo tempo e apparirono dal nulla quattro persone. Uno doveva
essere Geordi, aveva sugli occhi un dispositivo strano, sicuramente l'oggetto
incantato che gli dava la vista. C'era una donna alta con i capelli rossi, e uno
strano tipo con una faccia scura che pareva scolpita nella pietra, di sicuro era
Worf l'uomo fortissimo, e c'era un tipo alto con la barba, che si rivolse subito
a Data:
"Data, la sua navetta dov'è? Abbiamo perso il segnale pochi secondi dopo
che si è allontanato un attimo prima di un incontro con la turbolenza, e una
distorsione subspaziale..."
"Comandante Riker, ho dovuto abbandonare la navetta teletrasportandomi sul
pianeta più vicino, non avevo più contatto con l'Enterprise e la navetta era
sul punto di esplodere. Mi sono ritrovato in superficie incapace di muovermi, e
sono rimasto immobile per quattro giorni, ventidue ore, sette minuti e
quattordici secondi, finchè non ho incontrato questa ragazzina..."
Riker era un uomo molto simpatico. Mi fece un sorriso e ci presentammo, poi mi
presentò gli altri amici. La Signora era una dottoressa e si chiamava Beverly.
"Piacere di conoscerti, Dorothy" disse Beverly "che forma di vita
è il tuo amico? Sembra fatto di... paglia!"
"E' uno spaventapasseri, signora Berverly"
Fissando l'enorme testa del Grande Oz, Geordi mormorò: "Ci troviamo in una
specie di mondo delle favole, vero? Puoi spiegarci qualcosa in più, Dorothy?"
"Ne so quanto voi" gli risposi "io ieri mi trovavo nella mia casa
del Kansas, poi la casa è volata qui, ha schiacciato un essere malvagio, una
strega buona mi ha dato un bacio magico che mi ha lasciato un segno indelebile
sulla fronte, e allora sono entrata in possesso di un oggetto che si dice abbia
poteri incredibili..."
"Non dirmelo" disse Riker "La pietra filosofale..."
"No, si tratta di..."
"Lo so!" disse Geordi "L'Unico anello in grado di dominare gli
Anelli del Potere..."
"No, no. Le scarpe."
"Le scarpe? Quelle scarpe che hai indosso? Che poteri hanno?"
"Non lo so ancora, ma sembra che la Strega dell'Ovest le voglia avere,
erano di sua sorella, la Strega dell'Est, e i Munchkin mi hanno detto
che...".
"I Munchkin? Chi sarebbero?" chiese il signor Worf.
"Sono un popolo di bassa statura che vive in questo regno" risposi.
"Gli scavatori dalle buie dimore o i mezzo cresciuti che vivono nei
buchi?" chiese Geordi sorridendo.
"La smetta, Signor La Forge, per piacere" esclamò Riker "Signor
Data. faccia un rapporto".
Spiegata la situazione, si decise di agire per catturare la Strega dell'Ovest.
Gli amici di Data erano d'accordo con il Grande Oz, vi era un grave pericolo per
tutto questo paese, forse per tanti altri paesi, forse anche per il Kansas.
Fu così che andammo verso Ovest, a cercare la Strega. Ma il Mago ci aveva detto
che ci avrebbe trovati prima lei, perché aveva dei congegni magici per vedere
lontanissimo. Infatti, durante il nostro viaggio, fummo attaccati da strane
creature metà umane e metà macchina, che furono fronteggiati da Data e i suoi
amici con delle pistole che sparavano raggi di luce, ma dopo pochi colpi le
creature orribili parevano diventare invulnerabili ai raggi della pistole, e
allora la battaglia proseguì a colpi di rami secchi e con lancio di grosse
pietre, oltre che con pugni e calci. I nostri non ebbero la meglio, e fummo
catturati tutti.
Gli
uomini-macchina, che Data chiamava "Borg" ci portarono dalla Strega
dell'Ovest, La strega aveva un aspetto stranissimo, anche lei aveva delle parti
del corpo che sembravano artificiali, e ci disse che avrebbe adesso superato
l'ultimo ostacolo per assimilare ogni forma di vita del pianeta, avrebbe solo
dovuto entrare in possesso delle scarpe magiche che avevo carpito a sua sorella,
la Strega dell'Est, e il suo potere sarebbe stato assoluto.
Ma Toto, il mio cane, cominciò ad abbaiare. E non voleva smettere. Fu così che
la Strega dell'Ovest tentò di colpirlo, e ciò mi fece molto arrabbiare.
Riuscii a liberarmi dalla stretta di uno dei Borg, che era stato distratto da
Toto, e presi un secchio d'acqua che si trovava in un angolo della stanza e lo
lanciai addosso alla strega.
Non sapevo che l'acqua era l'unica cosa che poteva distruggere la Strega,
rimanemmo tutti stupefatti a guardarla mentre si scioglieva come neve al sole.
Alla fine di lei non restò che una pozzanghera.
I Borg smisero di immobilizzarci. Sembravano confusi, disorientati. Ne
approfittammo per fuggire e dirigerci verso la Città di Smeraldo, ad est, dove
sorge il sole.
Quando le guardie della Città di Smeraldo ci condussero nella sala del trono
del Grande Oz, non c'era nessuna grande testa, la stanza era vuota. D'un tratto
udimmo una Voce:
"Io sono il Grande e Terribile Oz. Perché mi cercate?".
Guardai in ogni punto della stanza, ma non vidi nessuno, e chiesi: "Dove
sei?"
"Io sono dappertutto" rispose la Voce "ma agli occhi dei comuni
mortali sono invisibile. Ora mi siederò sul mio trono affinché possiate
parlarmi" , e a quel punto la Voce sembrò scaturire dal trono stesso.
"Siamo venuti a chiederti di rispettare la tua promessa, Mago di Oz"
"Quale promessa?" chiese la Voce.
"Tu mi hai promesso di rimandarmi nel Kansas quando la Strega Malvagia
fosse stata eliminata. E hai promesso di dare un cervello allo spaventapasseri,
il coraggio al mio amico leone, e il CHIP sentimentale a Data, e di riportarlo
sull'Enterprise".
"È stata eliminata veramente la Strega Malvagia dei Borg?" chiese la
Voce.
"Si!" rispondemmo in coro.
"E allora è il caso di far
festa. Pronuncerò le parole magiche che porteranno qui i vostri amici a
festeggiare con noi la fine dell'incubo.
FANTA COLA BITTER CRODINO,
CHIAMARE AMICI TUTTI PINGUINO !!!"
D'un tratto apparvero in mezzo alla sala la Strega Buona del Nord, e i Munchkin
che mi avevano accolto in quello strano mondo. E anche due persone vestite con
la stessa divisa del gruppo di Data. Un uomo alto e calvo e una donna dai
capelli neri.
"Capitano Picard! Consigliere Troi!" esclamò Data.
"Dove ci troviamo?" chiese il Capitano Picard.
"Dove siamo?" chiedevano i Munchkin.
"Silenzio!" esclamò la Voce "Parla il Grande e Terribile Mago di
Oz! La Strega dell'Ovest è stata sconfitta. Tutta la Città di Smeraldo e tutto
il reame di Oz sono salvi! Si dia inizio alle danze!!!"
"No!" esclamai "Tu devi prima mantenere le tue promesse..."
Ma intervenne la donna, colei che si chiamava Consigliere Troi, Era Deanna, la
donna di cui Data mi aveva parlato, quella che poteva sentire le emozioni degli
altri:
"Percepisco una presenza familiare. Questa Voce che dice di essere il Mago
di Oz, non è chi dice di essere, ma è una nostra vecchia conoscenza. Q? ...Q?
Fatti vedere, Q!"
"Chi è Q?" chiesi.
Mi rispose Data: "Q è un essere che fa parte di una Razza onnipotente e
immortale appartenente ad un dominio extradimensionale. Malgrado la loro natura,
i Q richiedono costanti stimoli e novità per mantenere la propria vitalità.
L'Enterprise anni fa fu intercettata da questo Q, che poi incontrammo in diverse
occasioni, e una volta ci fece conoscere in anticipo la minaccia dei Borg perché
ci preparassimo ad una loro invasione".
"Q!" urlò Picard "E' una delle tue realtà immaginarie, vero?
Nulla di tutto questo esiste, siamo ancora vittime di uno dei tuoi
scherzi..."
"Niente di tutto ciò, Mon Capitaine..."
Non era più una voce, era un uomo alto e dalla faccia simpatica, vestiva come
Picard. "Tutta questa realtà esiste eccome, vorresti essere così tanto
scortese da dire alla piccola Dorothy che lei non è reale? Suvvia, Jean Luc...
Ancora una volta ho voluto ampliare le vostre conoscenze..."
"E allora?" chiese lo spaventapasseri "Non è veramente un Mago?
Non mi darà un cervello?"
"Non hai bisogno di un cervello, uomo di paglia. Il cervello ce l' hanno
anche i bambini piccoli, ma non sanno quasi niente. L'esperienza è la sola cosa
che porta la sapienza, e più tempo passi tra le cose del mondo, più esperienza
ti fai..."
"E il mio coraggio? Non voglio continuare a essere pauroso..." disse
il leone.
"Coraggio? Non esiste un essere che non abbia paura di fronte al pericolo.
Ti manca solo la fiducia in te stesso. Il vero coraggio consiste nell'affrontare
il pericolo proprio quando hai paura... Data, Puis-je vous t' être utile?
Non vuoi il cuore che ti faccia provare sentimenti ? Un bel CHIP...
sentimentale?"
"Non voglio nulla da te, Q. Facci tornare sull'Enterprise e sparisci dalle
nostre vite, E riporta Dorothy nel Kansas".
"Noiosissimi mortali. Ingrate, tediose creature terrene! Aspirate a una
vita senza favole, a un mondo dove i sogni sono solo ciò che già immaginate...
Tornate pure alla vostra Enterprise, ma non pensate certo di non ri-incontrare
la Regina dei Borg... o... me..."
Mi ritrovai in un attimo a roteare in aria, poi mi sentii rotolare.
Sull'erba.
Mi fermai bruscamente. Ero seduta sull'ampia prateria del Kansas, e proprio
davanti a me c'era la nuova fattoria dello Zio Henry, dopo che il ciclone aveva
portato via quella vecchia. Toto corse latrando verso lo Zio, che stava mungendo
le mucche.
Ero scalza, le scarpe magiche erano sparite.
Dalla porta uscì Zia Em.
"Bambina mia!" gridò "Dove sei stata?"
"Nel paese di Oz" risposi "Ma adesso sono a casa mia. Non esiste
al mondo un posto più bello della propria casa!".
"A mille ce n'è nel mio cuore di fiabe da narrar,
venite con me nel mio mondo fatato per sognar,
non serve l'ombrello, il cappottino rosso
o la cartella bella per venire con me,
basta un po' di fantasia e di bontà..."
--------------------------------------------------------
Il racconto è liberamente ispirato a "Il mago di Oz" di L.
Frank Baum.
The copyright in L. Frank Baum's work, The Wonderful Wizard of Oz (later
re-titled The Wizard of Oz), expired in 1956. From that point on, the
book's original illustrations by W. W. Denslow and the text by L. Frank Baum,
were in the Public Domain, and could be used freely by publishers and adapters
alike. Derivative works, such as abridgments, adaptations, newly illustrated
versions, and dramatic works produced by arrangement of the copyright holders
before 1956, are largely still protected by their individual copyrights. (http://www.ozclub.org)
La canzoncina finale è quella de "Le Fiabe sonore", Fratelli
Fabbri Editori.
I disegni sono di Adriano Spadaro.

Questo articolo è
tratto dal numero di MARZO del 2002 di


