La mamma è una sognatrice che adora i
telefilm di Star Trek e ne segue le trame con passione, compartecipando emozionalmente
alle varie vicende dei personaggi, con particolare riguardo agli
intrighi amorosi tra i variprotagonisti, amando spettegolare con le amiche
su eroi ed eroine della saga, come si fa con qualunque teleromanzo a
puntate.
La figlia adolescente adora andare alle riunioni, le
pizze, le conventions dei trekkers, e si sente un po' esclusa dai gruppi dei
suoi coetanei che non condividono la sua stessa passione.

Il figlio, un bimbo, odia Star Trek e
contesta le quotidiane esagerazioni che è costretto a sopportare, e vede
l'essere nato in una famiglia di trekkers come una sventura.
Infine il nostro protagonista, Spuck, un
cane intelligente che osserva flemmatico lo svolgersi della vita quotidiana in
un ambiente con continui riferimenti a una saga che oramai lui sembra conoscere
alla perfezione. Spuck non ha scelto di essere un cane trekker, ma forse il
mondo della famiglia che lo ospita è l'unico tipo di mondo che conosce, gli
umani che osserva sono quasi tutti trekkers. I pensieri e le osservazioni di
Spuck costituiscono il centro delle piccole storie che vorrei realizzare per la
vostra rivista.
Ovviamente sono disposto ad accettare
qualunque suggerimento sullo sviluppo dei personaggi e sul mio progetto in
generale. Attendo fiduciosamente una risposta.
Cordiali
Saluti.
Q.
Buzzoni
buzz@lombardiacom.it
Caro Buzzoni,
mi dispiace che Lei abbia dovuto
mandarmi più lettere per avere risposta, sinceramente non ricordo altre sue
comunicazioni, ma mi giungono tante lettere, e che qualcuna si perda capita
sovente. Ho visto i suoi bozzetti, è un po' poco per giudicare un'opera, e
sinceramente preferirei che mi mandasse delle prove a colori, sicuramente più
adatte a una rivista non cartacea come la nostra. Del resto abbiamo già una
striscia a fumetti nella nostra rivista, e anche una rubrica umoristica. Un
racconto a fumetti di stile avventuroso sarebbe davvero una cosa nuova e
interessante per il nostro giornale, immagino già il cane Spuck che in effetti
non è un cane, ma una forma di vita senziente proveniente dal futuro, il 29°
secolo o giù di lì, e immagino che i suoi compagni vogliano tornare indietro per
recuperarlo, immagino la vita della tranquilla cittadina sconvolta dalle
incredibili conoscenze tecnologiche svelate da Spuck, che tutti credevano un
normale cane, ci lavori un po' su e ne riparleremo. Inoltre non credo che
ritrarre una famiglia di appassionati dell' argomento principale della nostra
rivista con i suoi vizi sia una cosa simpatica per i nostri lettori.
Riconoscersi e ridere di sé sarà pure divertente, ma abbiamo già un umorista e
un vignettista che non fanno altro che sbeffeggiare la passione per Star Trek,
un'altra operazione di questo genere è l'ultima cosa della quale abbiamo bisogno
in questo momento. Non credo che lo stare continuamente a ricordare ai nostri
lettori il fatto che siano buffi perché fissati con delle storie fantastiche,
faccia loro sempre piacere.
Cordialissimi Saluti.
IL
DIRETTORE
Gentile Direttore,
La
ringrazio di avermi risposto. Per quanto riguarda il fatto di colorare i miei
disegni, ho visto che farlo a mano me li pasticcia tutti, e avrei voluto provare
a colorarli al computer con un programma apposito, che ho prontamente
acquistato. Al mio primo tentativo di installazione del suddetto programma mi è
apparsa una schermata in inglese, lingua che purtroppo sconosco perché i miei
genitori da piccolo mi imposero di iscrivermi ad una sezione dove la lingua
straniera era il francese, cosa che mi farebbe fare oggi bella figura nei
ristoranti raffinati, se avessi la possibilità di andarci. Ho allora telefonato
a un mio amico che mastica abbastanza bene l'inglese dopo aver avuto una
relazione con una certa Lucy, una donna americana. Il mio amico mi ha detto che
la schermata diceva una cosa del tipo "Il disco di installazione ha rilevato che
il suo computer è una fetecchia. Potrebbe anche tentare di proseguire con
l'installazione, ma siamo sicuri che non riuscirebbe a portarla a termine, la
ringraziamo di aver acquistato il nostro software e speriamo che un giorno anche
lei possa installarlo da qualche parte". In effetti avrei programmato di
acquistare un computer più moderno, ma attualmente non ho modo di poterlo fare e
devo continuare a lavorare con la "fetecchia". I suggerimenti che Lei
gentilmente mi dà per rendere avventurose e interessanti le mie storie sono
stati molto graditi, ma io avrei voglia di raccontare storie normali della vita
di tutti i giorni, di astronavi e viaggi nel tempo ne parla già Star Trek
stesso, io vorrei fare un po' di satira di costume a partire dal fenomeno del
fandom di Star Trek. Le invio ancora un altro saggio del mio
lavoro.
Distinti Saluti.
Q. Buzzoni
buzz@lombardiacom.it
Caro
Buzzoni,
ho visto i suoi lavori. A parte che, secondo me, tutto questo
insistere su storie sui trekkers che avete in testa tutti, a partire dal nostro
umorista fino al nostro vignettista, comincia a essere noioso. Non siete capaci
di fare storie su Star Trek ma solo sui fans di Star Trek, non vi va di far
satira su Star Trek e i suoi personaggi ma sempre di più puntate il mirino sui
vizi e i difetti dei fans. Già devo combattere con il nostro "umorista", un
nevrotico convinto di essere un genio perché se lo dice lui stesso, che continua
sempre di più a propinarmi esercizi di stile che fanno sempre meno ridere,
adesso ci si mette pure lei con le sue storie "normali". Se propinassimo sempre
storie "normali" in una rivista votata alla fantascienza sarebbe una bella
contraddizione. Non le pare? Se ha voglia di narrare cose "normali" si rivolga
da un'altra parte.
Distinti Saluti.
IL DIRETTORE
Gentile Direttore,
ho in
effetti meditato sulle sue sagge parole e sulla sua giusta reazione, a tal
proposito ho preparato una tavola esplicativa del lavoro che potrei fare,
sperando così di poter far parte della vostra redazione, cosa che desidero molto
avvenga in quanto il poter dire che collaboro a una rivista, seppur amatoriale,
è una cosa che sogno da tempo. Non vedo l'ora di far parte della vostra
simpaticissima redazione.
Come vede ho colorato il disegno, grazie
al fatto che adesso ho un computer nuovo. Per acquistarlo ho dovuto vendere la
mia collezione di Puffi a un mio vicino che da anni mi torturava alzando sempre
il prezzo, del resto non mi piaceva neanche tanto più, da quando ho scoperto che
Orietta Berti faceva la mia stessa collezione.
Attendo
notizie.
Cordiali Saluti.
Q. Buzzoni
buzz@lombardiacom.it
Carissimo Buzzoni,
ho visto il suo nuovo lavoro, è davvero
interessante. Attendo ora da lei una bella storia fantastica, con battaglie,
intrighi, villains perfidi e colpi di scena, secondo la migliore
tradizione delle trame che il nostro pubblico ama tanto. Si ricordi di
consegnarmela presto, entro il 15 del mese, o quella che lei chiama
"simpaticissima redazione" non esiterà a bollarla come "schifoso
parassita".
Ma quella Q. prima di Buzzoni che vuol dire? E' un fan del
Continuum dei Q?
Distinti Saluti.
IL DIRETTORE
Carissimo Direttore,
non
so se ce la farò per il 15 del mese. Continuo a macinare situazioni che di
fantastico hanno ben poco, elaborando spunti della vita "normale", che Lei non
reputa adatta alla rivista. Ogni storia "fantastica" che provo ad inventare mi
sembra già vista. Forse non sono adatto davvero a questo lavoro. Dovrei essere
attratto dal fantastico mondo dei Klingon o dei Romulani, e in effetti mi
affascinano moltissimo quando li guardo in TV, ma riesco solo a inventare un
universo che vivo, fatto di portinai, casalinghe e commercialisti, specie meno
interessanti dei Klingon, ma io non vivo tra i Klingon. Spuck è Spuck, un cane.
Non un alieno del 29° secolo. Non son capace, l'ho capito.
La Q. non vuol
dire che sono un fan del Continuum dei Q, vuol dire che mi chiamo Quirino. Mi
scusi se le ho fatto perdere tempo. Le mando una strip che ho fatto stamattina.
Cordiali Saluti.
Q.
Buzzoni
buzz@lombardiacom.it
http://freeweb.lombardiacom.it/buzz
Quirino Buzzoni,
ora glielo posso dire chiaro: i suoi
disegni fanno pena, le sue battute sono atroci e il suo lavoro, nel complesso,
mi ripugna.
Saluti.
IL DIRETTORE

Questo articolo è
tratto dal numero di OTTOBRE del 2001 di


