Rapporto non ufficiale sul varo
dell' Enterprise B
di Alessandro Pini

Un
rapporto non ufficiale misteriosamente sparito subito dopo essere stato
depositato, di recente recuperato dall'archivio della Sezione 31, informa che il
primo tentativo di varo della NCC-1701-B, Enterprise-B, era stato funestato da
un deplorevole incidente.
La *prima* bottiglia diretta verso la nave aveva l'inibitore di flusso ( =
tappo) leggermente difettoso. Il difetto non dava problemi nell'ambiente per cui
era stato progettato, dopotutto l'inibitore aveva alle spalle un solido progetto
e secoli di collaudo senza mai un problema, ma le condizioni ambientali nello
spazio sono molto diverse: temperatura ultrabassa, raggi cosmici, altre
radiazioni varie e soprattutto assenza di pressione atmosferica.
Proprio quest'ultima condizione ha fatto sì che, lanciata la bottiglia dal
drydock verso l'Enterprise-B, non appena superato il campo di forza del drydock
stesso (a prova d'aria), una microcrepa nell'inibitore di flusso venisse invasa
a velocita` supersonica dal liquido in espansione esplosiva.
Come molti sanno, movimenti liquidi supersonici causano spesso fenomeni di
cavitazione (fortunatamente non lo stesso tipo di cavitazione sperimentata
durante la missione V'ger). Nel frangente in discussione, la cavitazione ha
sbriciolato il materiale circostante la microfrattura, facendosi per di piu`
strada nell'inibitore come un proiettile di pistola nella mozzarella.
L'attrito viscoso del liquido (tra l'altro in fase di solidificazione per via
della temperatura ultrabassa) contro le pareti della non-piu`-micro frattura ha
fatto sì che l'inibitore venisse spinto via con piu` forza di quella dettata
dalla sola, normale pressione del resto del liquido nella bottiglia. L'inibitore
di flusso e` quindi slittato via, non inibendo piu`, di conseguenza, il flusso
di liquido in uscita dalla bottiglia.
Come in uno dei primi, non documentati esperimenti del Jet Propulsion Laboratory
(Laboratorio per la Propulsione a Getto, cioe` a razzo), l'inibitore di flusso
e` letteralmente partito a razzo, diretto linearmente in direzione casuale. In
ossequio al secondo principio della dinamica (azione e reazione), la bottiglia
e` partita, seppure a velocita` molto minore per via della differenza di massa,
in direzione contraria, assumendo una traiettoria a spirale per via del suo
movimento rotatorio e della continuata espulsione a razzo del liquido.
Durante il tragitto nello spazio aperto, la parte liquida dello spumante e`
entrata in ebollizione a causa della pressione atmosferica zero, mentre la parte
solida e` sublimata per lo stesso motivo, trasformando l'intera massa di
spumante in gas supersonico.
Le diverse radiazioni naturalmente presenti fuori dalla nostra atmosfera
planetaria, di solito schermate da una moltitudine di protezioni e scudi in caso
di attivita` umana o meccanica, hanno investito in pieno questa massa
fornendogli energia grezza, causando un'insolita inversione
di popolazione nei livelli energetici degli elettroni del gas di spumante, cioe`
un effetto laser (per quanto insolito, esiste almeno un altro caso registrato di
questo tipo di evento.