a organizzare, smuovere un po' il
pigro equipaggio della Festival, non ci sarebbero state mai riunioni,
forse. La Pizzeria di Ciro non era nulla di speciale, ma non era male.
"Se non fosse per i neon fulminati" disse Guido Frenacci, altrimenti detto "Tenente Florence".
"Se non fosse che le pizze non arrivano" aggiunse Claudia Denippi, che si era scelta il soprannome "Tenente Comandante Subak".
"Se almeno la birra fosse fredda" (Romano Giovannitti, "Capo Ingegnere Breil").
"Solo birra chiara? Ma non può essere!" (Marco Tartufi, "Sbarak")
"Se mi avessero portato la forchetta" (Gianfranco De Benellis, "Tenente
Remus").
"A me manca il tovagliolo" (Pierpaolo Patagotti, "Quattro di Sei").
"Io ce l'ho, ma sembra usato" (Fulvio Armandini, "Gul Pufaz").
"Ma questo posto è cariniiiissiiimooooo!" (Germana Castelpogni, "Nelly").
"In attesa che ci portino le pizze possiamo cominciare con l'elencare le
varie questioni all'ordine del giorno" , dichiarò Capitan Pincus.
"Magari se Marco non si vestiva così ce le portavano prima, le pizze!" disse
Gianfranco- Remus.
"Ma è una riunione Trek! Mi è parso consono il costume Trek!"
"Quando mai lo abbiamo fatto?" chiese Gianfranco.
"Era ora che qualcuno lo facesse, invece!" esclamò Marco, con orgoglioso
contegno.
"Con le antennine azzurre in testa?"
"Sono Sbarak, ufficiale an-do-ria-no, e questa è una riunione Trek!"
"Vallo a spiegare al cameriere, che fa il giro largo quando passa da queste
parti!"
"Ci sono trentacinque gradi e il cameriere ha la sciarpa, ti sembra
normale?"
"E' una sciarpa giallorossa, sarà romanista..."
"Lui è normale a girare con la sciarpa con questo caldo e io non posso
vestirmi da Ufficiale Andoriano?"
"Fai pure, alla prossima riunione puoi anche vestirti da Horta, tanto non
posso venire".
Gianfranco aveva pronunciato questa frase con malcelata tristezza, e si fece
il silenzio. Interrotto dalla voce di Claudia:
"In che senso non puoi venire? Se non abbiamo ancora fissato la data della
prossima riunione...".
"Non posso venire perché non mi va di dedicare tempo a cose che incoraggiano
questa mia mania di Star Trek. Basta! E' l'ultima volta. Devo trovarmi altri
interessi... magari un hobby che mi faccia avere successo con qualche
ragazza..."
"Collezionare diamanti?" chiese scherzosamente Patagotti (4 di 6), ma
Claudia lo fulminò con uno sguardo gelido come una confezione di filetti di
nasello surgelati.
"...cioè, riesco a invitare 'sta ragazza a casa mia, vede tutte queste
cassette di Star Trek, mi chiede cosa ci trovi in quei tizi con le orecchie
a punta. Non rispondo, inutile rovinare la serata a spiegarle che Picard,
Sisko, Quark non hanno orecchie a punta. Dopo un po' vede i libri di Star
Trek, mi chiede se li leggo davvero. Sorrido e confermo, e comincio a
vergognarmi. Quando vede la foto di Sette di Nove nella mia stanza dice che
si è fatto tardi e sparisce".
Patagotti cercò di consolarlo: "Ma vedi, caro Tenente Remus..."
"Mi chiamo Gianfranco!!! Gianfranco De Benellis!!! Dottor Gianfranco De
Benellis, laureato in Economia e Direttore di banca! Porca di quella..."
"Non trascendere, Gianfranco De Benellis" disse Guido - Tenente Florence
-Frenacci "C'è gente che ci guarda..."
"C'è gente che ci guarda..." De Benellis era tutto rosso in faccia e parlava
a voce alta "...ci guardano e vedono un gruppo dove c'è uno vestito da
alieno, un altro con la spilletta della Federazione e il tavolo è pieno di
pupazzetti di Star Trek, astronavi e figurine! Guarda, non ti girare, a quel
tavolo c'è uno che mi osserva da un pezzo, magari è un cliente della mia
Agenzia e domani ritira il Conto Corrente."
"Sei nervoso perché non arrivano le pizze, Gianfrà." provò a dire
Pincus-Pagnetti "approfondiremo la questione più tardi, dobbiamo parlare di
tante cose. Ad esempio, dobbiamo scegliere un motto per la Nave, una bella
frase da mettere nel nostro logo, come hanno fatto quelli del gruppo del
paese vicino, la "U.S.S. Attilio Regolo", loro hanno il motto "siamo in una
botte di ferro".
"Non la nominare, quell'astronave, porta rogna!" esclamò Frenacci.
"Credere a queste cose è illogico, irrazionale e non ha senso," disse Pincus.
"Non ha senso? " fece Frenacci, e teneva le mani sotto il tavolo "quella
sera che abbiamo fatto l'incontro tra i due equipaggi a Pino hanno rubato la
macchina, a Giuseppina è venuta la varicella, Verdoni ha trovato il suo cane
morto in giardino, Beatrice è stata lasciata dal ragazzo e a me è caduto il
cellulare in un tombino. Tra l'altro Pino, Giuseppina, Verdoni e Beatrice
non sono venuti più alle riunioni, da quella volta".
"Quella sera c'era pure uno nuovo, un certo Pio, che fine ha fatto?" chiese
Nelly.
"Non lo avete saputo?" disse Armandini "quella sera stessa fu investito da
un furgone. E' ancora in rianimazione, ma ho saputo che ora pare si sia
svegliato, muove gli occhi e ha detto una frase..."
"E non portano sfiga, quelli..." sbuffò Frenacci. Le mani sotto il tavolo
aumentavano, alla faccia della logica e della razionalità.
Armandini finì la frase:"Ha detto: <teletrasporto per due>. Pensate che
bravo trekker che è questo Pio" .
"La frase... il motto... ci sono proposte?" domandò Pincus.
"Per aspera ad astri" proclamò Sbarak.
"Ad astra, vorrai dire" disse Claudia.
"Ho controllato, è plurale , astri".
"E la declinazione? E poi è neutro, astrum".
"Si, ho controllato, ti ho detto, ho il vocabolario di latino a casa, lo
regalavano con il risotto in busta".
"Non mi parlate di cibo quando le pizze ancora non arrivano!" urlò
Gianfranco.
"Non è meglio una frase in italiano?" proferì Nelly "Qualcosa come <Fatti
per essere il numero uno>..."
"Si..." rispose Fulvio "Cose buone dal mondo..."
"E <Quattro salti in padella> no?" aggiunse Frenacci.
"Va bene. Lasciamo perdere il motto. Parliamo del sito, a te la parola, Capo
Ingegnere Breil, sei stato zitto tutto il tempo..."
Romano Giovannitti (Breil) aveva già fatto fuori la sua birra, a digiuno,
come tutti. Fece un singultino e cominciò:
"Il sito, il sito... innanzitutto per la pagina dell'equipaggio mi avete
dato delle foto orribili..."
"Ma se te ne ho mandata una dove mi si vedeva benissimo!" disse Nelly.
Romano avrebbe voluto dire "Appunto!", come tutti del resto, ma fece finta
di niente e proseguì: "OK. Il sito ce l'abbiamo: "U.S.S. Festival Home
Page". Ci ho perso giorni a realizzarlo, e ho messo il tutto on line. Per
vedere se andava bene ho chiesto ad alcuni colleghi di andarlo a vedere. Mi
hanno chiesto quasi tutti perché facevo un sito su Star Trek e non su
un'altra cosa. Ho chiesto a loro su cosa l'avrei dovuto fare, allora mi
hanno detto che fare un sito su Star Trek è una perdita di tempo. Mi han
detto proprio così: una perdita di tempo. Potrebbe essere anche vero da un
certo punto di vista, se non parlassimo dei seguenti soggetti: uno che legge
la Gazzetta dello Sport dalla prima all'ultima riga, un altro che sa tutto
sul Grande Fratello, una che ogni giorno si fa fare un nuovo piercing e
sembra oramai una graticciata di filo spinato, uno che colleziona lattine di
birra, un altro che confessa chiaramente di stare sei ore al giorno alla
Playstation, una tipa che gira su Internet solo per cercare fotografie di
uomini di colore, e un altro che passa il tempo a guardare le foto degli
uomini di colore salvate dalla tipa. Mi hanno chiesto come mai non mi
occupavo di una cosa normale. Ma lasciamo perdere... Ho messo on line delle
pagine con tutti i miei racconti su Star Trek..."
"Hai scritto racconti su Star Trek?" chiese Claudia.
"La scorsa riunione ho portato a tutti, anche a te, una copia dei miei
racconti stampati, ho fatto lavorare la stampante per nulla? Li avete
letti?"
"Francamente me l'ero tolto di testa" confessò Claudia.
"Ehm... non ho avuto il tempo" disse Guido Frenacci.
"Mi son parsi troppo lunghi" sussurrò Marco con un sorriso imbarazzato.
"Bisognava leggerli?" chiese Nelly.
"Ma cazzarola, se non li leggete nemmeno voi, chi volete che li legga? Che
lo faccio a fare allora il sito? Basta! Che ci sto a fare qui? Forse era
meglio che andavo con l'equipaggio della U.S.S. ATTILIO REGOLO! "
Una lampadina esplose. Un cameriere inciampò e fece cadere per terra quattro
boccali di birra, la bambina del tavolo accanto cominciò a vomitare
patatine.
Si sentì provenire da fuori il rumore di una macchina che frenava
all'improvviso e un botto.
"Non lo fare più!" ingiunse Frenacci, con le mani sotto il tavolo.
Breil era pallido e con gli occhi lucidi:"Avete ragione, scusate" .
Una donna con un cappello rosso in testa si avvicinò al loro tavolo, e con
tono severo si rivolse a Guido Frenacci: "Ti ho trovato, bastardo! Cena di
lavoro, eh? Sei qui con dei mammalucchi vestiti da imbecilli e le troiette...".
"Non si permetta, signora, moderi i termini!" esclamò Claudia.
"Vi presento la mia signora" disse Frenacci "Teresa, non ti ho parlato di
nessuna cena di lavoro. Ho detto che avevo una cena che era una riunione.
Sottintendevo che era una riunione di Star Trek..."
"Star Trek? Ancora con questo Star Trek?" gridava la Signora Teresa "Hai 44
anni e pensi ancora alle favole? Non capisco cosa ci trovi..."
"Non sono favole, è fantascienza. Sono io che non capisco cosa ci trovi nei
programmi televisivi di Alda D'Eusanio. O negli sceneggiati dove Virna Lisi
è sempre la cattiva, e la Ferilli è sempre buona..."
"Di essere buona, è buona, la Ferilli..." disse Sbarak.
Teresa pronunciò con fermezza: "Vieni a casa, Guido".
Guido, senza neanche guardarla in faccia, cominciò un lungo discorso: "A
casa. A guardare in TV Fabrizio Frizzi che fa l'avvocato? O Cucuzza? Quante
volte ti ho chiesto di venire con me a queste riunioni, tu dici che ti
annoi, ma sei mai venuta? Hai mai provato a guardare con me una sola puntata
di Star Trek, anche solo per chiederti con cognizione di causa perché mi
interessasse tanto? Non hai mai pensato che una riunione dove si parla anche
di letteratura, di fisica, di recitazione, possa essere più interessante di
un pranzo dove tua madre parla solo delle sue malattie, tuo fratello su cosa
ha fatto Berlusconi o cosa ha detto Fassino, e tuo figlio, nostro figlio,
tiene gli occhi appiccicati sul GameBoy? Io resto qua, tu va casa, salutami
la De Filippi".
Teresa se ne andò, mormorando parole sgradevoli.
Claudia cercò di dire qualcosa di attinente: "Il mio fidanzato non è venuto
stasera perché aveva una cena-riunione di ex-compagni di scuola, la quinta
effe del Parini, sarebbe stato dei nostri con piacere, ma...".
Tartufi Marco, detto Sbarak, sentì la necessita di dichiarare: "La
cena-riunione della quinta effe del Parini è stata ieri sera, c'ero pure io,
a casa di Marinella"
"Ma che dici, andoriano, fai confusione di certo..." disse Claudia.
"Non faccio confusione. Il tuo ragazzo non è Barcanini Filadelfo, detto
Trapanone? Era con noi ieri sera, è stato tutto il tempo a parlare con la
cugina americana di Marinella, una certa Lucy".
Claudia prese in fretta la sua borsetta, le riviste di Star Trek e le Cards
di Voyager.
"Scusate, devo andare. Ho un impegno urgente. Fatevi sentire. Buon
proseguimento di serata" mormorò.
Uscì dal locale.
Come al solito Capitan Pincus cercò di recuperare la conversazione:
"Possiamo parlare un po' di altre cose... penso. Magari è il caso di mettere
un po' da parte i vari ordini del giorno..."
"Gerrappi, il Guardiamarina Gerry, ne avete notizie?" domandò Nelly.
"Gli ho prestato tutte le cassette della Serie Classica, sei CD-ROM, otto
libri e le catene per la neve. Non lo trovo da quattro mesi. Cellulare
spento, telefono muto, alle e-mail non risponde" disse Patagotti.
"E-mail? Ti sei messo anche tu Internet, finalmente?" chiese Pincus.
"Già, bella cosa davvero" fu la risposta di Patagotti, che era già alla
undicesima sigaretta "mi avete rotto l'anima sul fatto che Internet è il
paradiso dei trekkers, che non se ne poteva fare a meno... Ho provato a
navigare con gli indirizzi che mi avevate dato. La metà di quei siti non
esistevano più, dei restanti quasi tutti erano stati aggiornati l'ultima
volta tre anni fa. Mi sono allora iscritto a diverse mailing list di Star
Trek. Ne ho trovata una dove conversano tra loro sui sistemi informatici
degli anni 80 e ogni volta che spediscono notizie su Star Trek lo fanno in
inglese, anche se sono tutti italiani. Un'altra dove litigano continuamente
sul fatto che alcuni non parlano solo di Star Trek, e un'altra dove ogni
lettera è composta da una riga contenente o un acronimo o alcune facce che
sorridono, fatte con la punteggiatura, e una firma lunga dodici righe. A
volte sembrerebbe più interessante, almeno per uno che volesse fare ricerche
in campo psichiatrico: si scambiano calunnie, minacce, sballano inverosimili
retroscena sulle iniziative promosse da altri trekkers, paventano querele o
preannunziano ritorsioni. Inquietante davvero. Poi ne ho trovata una dove
sembravano simpatici e intelligenti. Spedisco allora una e-mail, ma siccome
avevo scritto la mail con dei caratteri blu perché mi pareva più carina,
hanno iniziato tutti a sgridarmi, qualcuno pareva pure sull'orlo di una
crisi di nervi, e un altro mi ha spiegato che usare le funzioni che
permettono di rendere una lettera formattata meglio è reputata una forma di
grave maleducazione. Ho provato allora la Chat. Piombo su un canale che mi
dicevano fosse un luogo di incontro per parlare di Star Trek, c'erano on
line almeno quaranta persone, saluto e non mi fila nessuno. Non so, forse
parlavano tra loro in privato o erano tutti a fare altro. In alto, il titolo
dell'assemblea virtuale: due parolacce e una bestemmia..."
Intervenne Pincus: "Cavoli, ma non è così Internet. Non fidarti della prima
impressione, ci sono siti meravigliosi, si entra in contatto anche con gente
simpaticissima, sei stato sfortunato..."
"Ma certo, me ne rendo conto" disse Patagotti "Magari è dipeso dal fatto che
a sistemarmi il collegamento a Internet è stato uno della astronave U.S.S.
..."
"Non dirlo!" gridarono tutti in coro.
"D'accordo" assentì sommessamente Patagotti.
"Ma vogliamo parlare un po' di Star Trek?" sbottò Armandini.
"Di che abbiamo parlato, finora?" chiese Sbarak.
"Intendo dire... parlare... parlare di avventure, di astronavi, di viaggi
spaziali, di Spock..."
"Spock... che uomo affascinante..." disse Nelly.
"Intendo dire, parliamo ad esempio della nuova serie, Enterprise, chi l'ha
vista di voi?"
Nelly rispose subito: "Ho visto alcune foto su una rivista, C'è Scott Bakula
che fa il Capitano, che uomo affascinante..."
"E le ultime puntate di Deep Space Nine, le avete viste?" chiese Pincus.
"Bellissime" intervenne Nelly "Benjamin Sisko è un uomo veramente
affascinante..."
"Io ho comprato la cassetta in inglese con due puntate di Voyager" disse
Frenacci.
"Ah! Chakotay!" fece Nelly con un urletto "Che uomo affascinante..."
Per un minuto intero non parlò più nessuno.
Poi parlò Giuseppe Pagnetti, detto Capitan Pincus:"Vogliamo parlare di dove
fare la prossima riunione?"
"Io avrei una domanda" disse Gianfranco De Benellis, che era stato zitto per
un bel pezzo.
"Certo, dicci, Gianfrà" disse Pincus.
Gianfranco De Benellis domandò, con lo sguardo perso forse verso lontane
galassie, forse all'imbocco di un tunnel spaziale, forse sulla scia di una
stella cometa che da milioni di anni solcava l'universo, forse tra le
montagne azzurre di un lontano pianeta:
"Ma le pizze ce le portano o no?"

Questo articolo è tratto dal numero di Febbraio
del 2002 di


