"Non ho intenzione di fare dei sacrifici economici per chi vuole trasformare in
una cosa commerciale qualcosa che dovrebbe essere donato al popolo, Star Trek è
poesia, è avventura, non gadget e poltrone a pagamento..."
"Ma i libri, il cinema, la discoteca, non le paghi? E perché vorresti invece
Star Trek gratis?" "Costa troppo".
"Una cosa è certa. Fumi pesante, ma hai qualcuno che ti regala l'erba".
Claudia Denippi (Tenente Comandante Subak) intervenne nella discussione:
"Io ci tengo e andrò. Non ho mai tenuto tanto come stavolta a fare una cosa, se
le Convention non ti piacciono o non riesci a trovare i soldi non blaterare
questioni di principio, per prenotarmi alla convention ho venduto la mia
collezione di 'Lupo Alberto', ho rinunciato a comprarmi il CD dei Back Street
Boys, mi faccio i capelli da sola, indosso i vestiti dell'anno scorso, niente
cinema, niente libri, ma parteciperò a una festa straordinaria...."
Suonò il citofono. Patagotti andò a rispondere.
"Sta salendo Nelly. Porto il cane sul balcone".
"Nelly è allergica ai cani?" chiese Romano "Breil" Giovannitti.
"No, è il mio cane che l'ultima volta che l' ha vista non ha voluto mangiare per
due giorni".
"In effetti..." chiese Breil "ma è vero che andrà alla Convention vestita da
bajoriana?"
"Non potrebbe vestirsi da Horta o, meglio ancora, da Morn? Potrebbe solo
migliorare" disse Frenacci.
"Buonaseeeeeeeraaaaaa.... Scusate il ritardo..."
Con la sua voce da scoiattolo con la sinusite che mastica un limone Nelly
(Germana Castelpogni) fece il suo ingresso:
"Ho fatto tardi dall'estetista..."
"Un'eternità dall'estetista basterebbe?" avrebbero voluto dire tutti, ma
tacquero.
"Stavamo già parlando della Convention, Nelly", disse Remus "Io vado solo un
giorno, domenica. Non mi danno ferie. E vado in treno. Avrei un passaggio in
macchina, ma rinuncio, mi è bastato l'anno scorso… con la macchina di Feroccio,
e l'equipaggio della U.S.S. Attilio Regolo…"
"Non nominarli,a casa mia, caspiterazzo, ho pure nonna che non sta bene,
disgraziato, i più colossali portasfiga del Fandom Trek mondiale…" esclamò
Patagotti.
"E mica lo sapevo, allora… poffarbazzo! Una vita con un sogno, poter conoscere
di persona Marina Sirtis, mesi a fare i salti mortali con il lavoro e gli altri
impegni, per non potere mancare all'incontro con la mia attrice preferita… e non
arrivammo mai: durante il viaggio una macchina davanti alla nostra perde per
strada la marmitta, che fa un volo e ci va a fracassare il radiatore e un po' di
altre parti dell'auto, un viaggio cominciato già male, con uno che aveva la
diarrea e ci siam dovuti fermare a tutti gli autogrill e pure a qualche albero,
e poi la grandine…"
"Grandine? Ma se ero in un'altra macchina lo stesso giorno sullo stesso
itinerario, quale grandine?" chiese Claudia.
"Noi avevamo la grandine. Vado in treno, quest'anno. Da solo".
Armandini cercò di fugare quelle brutte immagini con un intervento positivo:
"Ho risparmiato tutto l'anno, mi faccio tutta la Convention. Non faccio una
vacanza da due anni, e me la merito, dopo tanto lavoro. E così potrò conoscere,
incontrare Milikia… "
"Milikia?" fecero in coro Pincus, Breil e Nelly".
"Milikia è una trekker che abita dall'altra parte d'Italia, l'ho conosciuta via
Internet, in un gruppo di discussione… è una fan di Deep Space Nine, non l'ho
mai incontrata di persona, ma ci scriviamo lettere bellissime…"
"Com'è?" chiese Frenacci "Hai una foto?"
"Yes, è una favola. Sentite questa lettera:
'CARO FULVIO, NON VEDO L'ORA DI POTERTI INCONTRARE DI PERSONA, POTER INTRECCIARE
I NOSTRI TENTACOLI, INTERFACCIARE LE NOSTRE PORTE PARALLELE, TRASMETTERCI I
NOSTRI FLUIDI GENETRONICI…'
"Basta, gioia! Non vorrai mica farci leggere per intero una calda lettera
personale…" lo interruppe Frenacci "…ma la foto ce l'hai qui?"
"Eccola, me l'ha mandata con una mail e l'ho stampata…"
"Wow! La lettera fa vomitare ma lei è proprio… è proprio…"
"É proprio Vanessa Incontrada, l'attrice dello spot dei telefonini…"
"Ah, sì, ho sempre notato anch'io una certa somiglianza…"
"Non è una certa somiglianza, questa Millinchia…"
"Milikia! Ma il suo vero nome è Guglielma…"
"Guglielma
ti ha mandato una foto di Vanessa Incontrada, mica una foto sua, preparati a una
certa delusione…".
"Nelly, ma il tuo estetista riuscirebbe a farmi delle orecchie a punta?"
"Il mio estetista non camuffa nessuno, è un estetista, non un truccatore,
Pierpaolo…"
"lo sappiamo, lo sappiamo…" disse Frenacci.
Intervenne Claudia:
"Sentite, sono due anni che impazzisco per poter fare un costume da Lwaxana Troi,
ma lo sapete che non esiste una foto a figura intera della Figlia della Quinta
Casa, detentrice del Sacro Calice di Riix, erede del Sacro Anello di Betazed? E
se anche fossero mai esistite, sono state fatte sparire dalla rete e dalle
riviste, e con un unico scopo: far dispetto a me. Ma oramai è fatta, sono quasi
riuscita a ricostruire il modello, a partire da ritagli presi da diverse
inquadrature…"
"A-HA!" sbottò Patagotti "Sei stata tu allora a ritagliare la mia rivista
americana, sono mesi che mi chiedevo chi fosse stato, potevi chiedermi il
permesso… ora me la paghi, fanno 8 Euro, please!"
"Come te la pago? Risparmio da anni per la Convention e ti dovrei dare i soldi
adesso? Patagottuccino, dai, non puoi chiedermi questo… senti… secondo te dovrei
mettere una parrucca come la Barrett o mi faccio fare una permanente?"
"Mai più… mai più ti presterò niente, Claudia, restituiscimi anche le cassette,
o hai ritagliato anche quelle?"
Pincus cercò di riportare la discussione su livelli di serenità:
"Allora, amici, mancano pochissimi giorni, tra poco saremo tutti…"
"Io non vengo, ho già detto…" disse Marco "Spock è dentro di me, non ho bisogno
di spendere cento Euro tra viaggio e biglietto per andarlo a vedere…".
"Okay, è dentro di te, ma noi lo vogliamo vedere anche fuori, dicevo… saremo
tutti… okay… quasi tutti… alla Convention e molti di noi faranno sacrifici
economici e un lungo viaggio per partecipare. Io, finalmente, dopo anni che vado
alle Convention di Star Trek, posso finalmente dire ai colleghi che 'vado a
vedere Spock'. Tutti conoscono il tipo con le orecchie a punta, e ogni volta che
in futuro qualcuno alluderà ai trekkers in mia presenza, ricordando quella
figura che è impressa praticamente in ogni persona che abbia un televisore, io
potrò dire che l'ho conosciuto di persona…".
"Vai in macchina?" chiese Nelly.
"Piena, è piena. Siamo già in tre".
"Come facevi a sapere che sto cercando un passaggio? Ma come fai a dire che è
piena se siete in tre?"
"C'è il materiale…"
"Che materiale?"
"Il… il.. materiale…"
Frenacci giunse in soccorso di Pincus, era senza dubbio più bravo a mentire:
"stiamo preparando una vendita di beneficenza… vecchi libri… vecchie cassette…
giornalini di Star Trek… abbiamo moooolto materiale da caricare…".
Pagnetti riprese:
"Riassumendo… tu vai in treno… noi tre in auto… tu non vieni… Claudia e Nelly in
treno… Okay, ragazzi, , possiamo pure mangiare, adesso, che ci hai preparato,
Patagotti?".
"Non dovevate portare qualcosa voi?"
"Noi?"
"Beh… poco male, possiamo telefonare per farci portare le pizze…"
"Io vado".
"Anch'io".
"Vado via, anch'io, è tardi".
"Ciao, noi andiamo. Ci si vede tra pochi giorni in riviera".
Giovedì
Guido Frenacci, detto “Tenente Florence”,
Fulvio Armandini detto “Gul Pufaz”, Giuseppe Pagnetti detto “Capitan Pincus”. Il
loro viaggio in auto verso la riviera romagnola, per partecipare alla Convention
dei Fans di Star Trek, si era concluso. Certo, si era perso tempo perché poche
centinaia di metri avanti a loro un camion carico di sfogliatine di patata aveva
avuto uno scontro con un furgone di candeline a forma di angioletto, non c’erano
feriti gravi, ma ci volevano dei testimoni, e vai a spiegare alla Polizia
Stradale che le macchie da Trill sul collo non sono una rara malattia
contagiosa, e che indossare la divisa della Flotta Stellare non è
necessariamente come aderire a misteriose associazioni probabilmente eversive, e
che i modellini di phaser non sono pericolosi prototipi di armi…
Ma riuscirono a giungere al Centro Congressi poco dopo che aveva aperto i
battenti, e dopo aver fatto la fila per ritirare i pass erano dentro le sale,
allestite con striscioni, stendardi e sagome che illustravano la loro saga
preferita, che in questa occasione riuniva appassionati provenienti da tutta
Italia, e, questa volta, anche da altre parti del mondo, data l’importanza del
principale ospite d’onore, il popolare Leonard Nimoy, l’attore che interpretò
per decenni il personaggio di Spock.
Frenacci, Armandini e Pagnetti andarono
subito a prendere i posti che erano stati loro assegnati, per assistere alla
proiezione del telefilm “Broken Bow”, primo episodio della serie “Enterprise”.
Notarono subito che accanto a loro vi era seduto un tipo vestito da Morn, gran
bel travestimento, ma a tutti parve un po’ strano: la sfilata di costumi Trek
non sarebbe stata due giorni dopo?
“Vengo col treno, stavolta”.
Visto che l’anno prima il suo itinerario verso la felicità di poter partecipare
alla Convention Trek con Marina Sirtis era stato interrotto da una marmitta
fracassata contro un radiatore, Gianfranco De Benellis detto “Tenente Remus”
aveva comunicato a tutti che sarebbe andato in treno.
Ma pensò di poter fare di meglio.
Orario ferroviario alla mano, stabilì che avrebbe fatto il viaggio in auto, ma
con un margine di tempo sufficiente a raggiungere una stazione ferroviaria.
PIANO A: viaggio in auto, da solo. Niente compagni di viaggio, il viaggio
con il gruppo “U.S.S. Attilio Regolo” era stato una collezione di eventi
sfigati, come era capace solo la compagnia dei più colossali portarogne del
fandom trek mondiale.
PIANO B: Treno. Si era segnato tutti gli orari da tutte le stazioni.
Rodi, Lesina, Campomarino, Termoli, Vasto, San Vito, Ortona, Pescara, Roseto
degli Abruzzi, Giulianova, Tortoreto, Porto D’Ascoli, San Benedetto del Tronto…
PIANO C: In caso di sciopero dei treni a gatto selvaggio. Ubicazioni e
indirizzi di noleggiatori di automobili, tutti segnati. E aveva con sé 700 Euro
in contanti, tre carte di credito, il bancomat.
E un ferro di cavallo, un corno rosso, due teste d’aglio, un ciondolo
raffigurante da un lato un quadrifoglio e dall’altro Padre Pio, fatto su
ordinazione.
Olio, freni, acqua, gomme: tutto controllato il giorno prima.
Pieno di benzina.
Si fermò a un Autogrill. Era in forte anticipo e aveva fame. Niente trancio di
pizza. Stava addentando il suo Camogli, ma si sentì chiamare.
“Uheilà…! Remus! Vai alla Convention anche tu? Ti ricordi di me? Sono Cocksplit,
il timoniere della U.S.S. Attilio Regolo…”. Gli si fermò in gola il boccone del
noto panino che portava il nome di una ridente cittadina ligure. Sentì il sapore
del formaggio mischiarsi a quello del sangue che gli andava alla testa. Un sorso
di Coca Cola gli evitò di soffocare.
Salutò con un cenno, simulò fretta.
Si diresse alla sua auto.
L’automobile.
Non c’era più.
Rubata.
Mentre sullo schermo della grande sala scorrevano le immagini del Capitano
Archer e di Hoshi Sato, Ufficiale addetto alle comunicazioni della Enterprise
NX-01, Armandini chiese a “Pincus” Pagnetti:
“Ma questo si fa tutta la Convention vestito da Morn? Non ha caldo, non
soffoca?”
“Me lo chiedo anch’io”
“Contento lui…”
Ebbero la netta impressione che dalla carcassa raffigurante Morn uscisse un
breve lamento…
“Son contento di essere alla convention, davvero!” disse Frenacci.
“Peccato che Marco ‘Sbarak’ non sia voluto venire, perché preferiva avere Spock
dentro di sé che pagare per vedere Nimoy…”
“Già, peccato, secondo me si sarebbe divertito…”
Altro breve lamento. Forse era un rumore del film. O veniva proprio dallo
pseudo-Morn.
“E Milinchia? La tua amica uguale uguale a Vanessa Incontrada che hai conosciuto
su Internet?”
“Milikia!” Esclamò Armandini, e i signori seduti davanti a lui gli fecero segno
di abbassare la voce, va bene i sottotitoli ma non si viene a vedere un film per
chiacchierare…
“Milikia arriva domani… non vedo l’ora di vederla di persona, finalmente…”
“Niente cani in questo albergo, signorina Denippi…”
“Io e la mia amica Nelly… cioè… Germana, non abbiamo cani…”
“Ah… la sua amica Germana… ehm… stanza 518”.
“Calmo. Devo stare calmo. Ho una buona assicurazione, la denuncia per il furto
dell’auto l’ho fatta. Il taxi per la stazione non è costato molto. Il treno
arriva tra poco. Binario UNO. Ma quello non è … No! Feroccio della Attilio
Regolo! Ma è una persecuzione!”.
Afferrò con una mano contemporaneamente il ferro di cavallo, il corno e il
ciondolo mistico-scaramantico…
“Il treno! Eccolo! Salgo!”
Trovò un posto a sedere.
“Che fortuna! Vicino al finestrino! Stavolta la sfiga non mi ha colpito!”
Si impose di rilassarsi. Chiuse gli occhi. Dopo un po’ si appisolò.
Tutto pareva andare secondo il Piano B.
Se non fosse che anziché il treno che andava a Nord aveva preso l’Eurostar
sbagliato, quello per Lecce.
Pagnetti, Frenacci e Armandini, uscendo dalla sala dove era stato proiettato
“Broken Bow”, incontrarono Patagotti Pierpaolo detto “4 di 6”, che, come loro,
faceva parte del gruppo della Nave “U.S.S. Festival”.
“Pierpaolo! Come va?” chiese Armandini.
“Benissimo, son stato giù, alla ‘Passeggiata’, dove si fanno acquisti…”
“Che hai comprato?”
“Cards”
“Quanto?”
“490 Euro”
“Hai comprato 490 Euro di Cards?”
“Beh… Mi mancavano… la più costosa è stata l’espansione su DS9 con alcuni pezzi
rarissimi…”
“DS9? Ma non dicevi che i telefilm di DS9 non li vedevi?”
“E’ vero! Ma che c’entra?”
Claudia e Nelly erano al bar della Convention.
“Una domanda a Nimoy la voglio fare…” disse Nelly “Che uomo affascinante…”
“Che vuoi chiedergli?”
“Qual è la sua serie preferita di Star Trek?”
“Tu credi che Nimoy veda Star Trek?”
“E certo! Mica è uno qualsiasi! Fa Spock, vede Star Trek!”
“Uno: FACEVA Spock. Due: Un attore è un attore, un trekker è un trekker…”
“Ma no! Lui di sicuro conosce tutto Star Trek meglio di chiunque, ma sei scema?”
“Io no”.
Un signore in fondo alla sala del bar sorrise a Claudia e le fece un cenno come
per chiederle di parlare con lei.
“Scusa un attimo, Nelly… devo salutare una persona…”
Si avvicinò allo sconosciuto. Si presentarono.
“Scusa se ti ho chiamato… ma avevo una curiosità… ho fatto una scommessa con
alcuni amici… la tua amica da che tipo di alieno è truccata? Un Horta? Un 8742?”
“ No, non è truccata, è così ‘de natura’…”
Venerdì
Stazione di Lecce.
Marco cercava di farsi coraggio. Dopotutto aveva perso solo un giorno di
Convention e Spock sarebbe arrivato solo l’indomani.
PIANO C.
“Devo cercare un autonoleggio…”
Ne trovò uno a pochi passi dalla stazione.
Noleggiò una Punto.
Al primo semaforo vide che da una macchina accanto alla sua alcune persone lo
salutavano sorridendo. Erano in quattro. Tutti della U.S.S. Attilio Regolo.
Scattò il verde. Al diavolo Spock, la Convention, Star Trek. Gli andò
deliberatamente addosso con la macchina. Li scaraventò sulla fontana della
piazza. Andò subito a costituirsi.
Giunti di mattina alla Convention, “Pincus” Pagnetti e “Florence” Frenacci non
riuscivano a scorgere Armandini “Pufaz”. Si era alzato presto ed era uscito
dalla camera di buon mattino, quando gli altri due erano ancora a letto. Si
aspettavano di trovarlo al Centro Congressi. E invece no.
“Sarà andato da Milinchia”
“Mirlinchia…”
“Millicchia…”
Sarà andato con quella lì. Chissà com’è…”
“Di sicuro non è la sosia di Vanessa Incontrada, è una che ha spedito una foto
della presentatrice e lui l’ha bevuta, vuoi che una così va a rimorchiare su
Internet?”
Nessuna traccia di Armandini. In compenso, mentre giravano per le varie sale per
cercarlo, si trovavano sempre accanto il misterioso tipo in costume da Morn.
Tentarono più volte di far conversazione con lui. Ma il tipo non rispondeva,
faceva il gesto di allargare le braccia e taceva. Un Morn perfetto, non c’è che
dire.
In Sala “Passeggiata”, dove vi erano i vari banchi vendita, Patagotti stava
trattando con un americano per l’acquisto di una Card rarissima: la pregiata
Gold Pi-Card, con il noto capitano in alta uniforme. Pincus e Florence lo videro
cacciare un urlo di felicità quando se la mise in tasca. Altrettanto contento
sembrava l’americano mentre intascava le chiavi dell’ Alfa 156 di Patagotti.
Claudia “Subak” Denippi si trovava da sola. Nelly aveva fatto amicizia con un
trekker non vedente e si trovavano a conversare su un divano. L’indomani ci
sarebbe stata la sfilata di costumi e Claudia aveva il suo bel vestito da
Lwaxana… anni di ricerche per farlo perfetto…
Il trekker non vedente, dopo un po’ che conversava con Nelly non ne poteva più,
la frase di Nelly “Chiederò a Nimoy se parteciperà ai telefilm di Enterprise” fu
proprio troppo, si allontanò con la prima scusa che gli veniva in mente: “Ho un
appuntamento in sala computer. Ho sfidato un amico a battermi al videogioco
Elite Force”.
La giornata proseguì tra visioni di telefilm, conferenze, giochi, incontri con
sceneggiatori.
A sera rividero Armandini. Era ubriaco fradicio. Seduto sui gradini del Centro
Congressi con una bottiglia di Amaro Lucano in mano, quasi vuota.
Pincus e Florence lo portarono a braccia fino all’albergo, commentando la sua
probabile delusione dell’incontro con Mirlicchia o come cavolo si chiamava.
Fulvio diceva ogni tanto: “lei è…” ma non finiva la frase. Ogni tanto si fermava
per vomitare.
Sabato
Venne il giorno di Spock.
Una fila incredibile di appassionati attendeva di entrare al Centro Congressi.
Un migliaio di persone, forse di più.
Mentre Patagotti mostrava a un collezionista americano di Cards le foto della
sua casa al mare e pure quelle di sua sorella, mentre Frenacci e Pagnetti si
aggiravano per la mostra di oggetti Trek (saponette, astronavi, scacchi
tridimensionali…), Armandini era sparito di nuovo. Si erano svegliati e non
c’era più.
“E se ha fatto qualche sciocchezza? Oggi c’è Nimoy e lui dov’è?”
“Sarà con Merlicchia! Milischia… Con quella lì!”
“Ma se era disperato, ieri sera, era in crisi totale. Un quasi astemio che si
scola una bottiglia di Lucano intera! Chissà che delusione deve esser stata
questa Malischia… Melinchia… per turbarlo tanto…”
Dietro di loro il tipo vestito da Morn pareva origliare i loro discorsi.
Alle 14 e 30 apparve di fronte a un
pubblico numerosissimo il mito di Star Trek: Leonard Nimoy . Avrebbe risposto
alle domande del pubblico. La sedia di Nelly però era vuota. aveva manifestato a
qualcuno della “Sicurezza” la sua intenzione di chiedere a Nimoy se seguiva
oltre che Star Trek anche il telefilm “Roswell”, se secondo lui era più bella
Uhura o la Chapel, e se Shatner portava davvero il parrucchino, e qualcuno la
aveva “inavvertitamente” chiusa a chiave in uno dei bagni del piano di sotto,
dove nessuno la poteva sentire urlare.
L’incontro con Nimoy fu emozionante, entusiasmante, commovente. Un grand’uomo
noto, anche al di fuori del fandom Trek, per un grande personaggio alieno. Fu il
momento “Top” della storia dei trekkers italiani.
A sera la sfilata dei costumi.
C’erano tre Lwaxana Troi, oltre a Claudia. Con i vestiti uguali uguali a quello
di Claudia. Salì sul palco anche lei per la sfilata, ma tutti si accorsero che
piangeva.
Vinse una coppia di “romulani”, “Morn” arrivò secondo.
La U.S.S. Festival si riunì all’uscita della festa dei costumi Trek.
Si recarono tutti insieme a una birreria vicino al Centro Congressi.
Nelly era imbestialita per l’ “incidente” dell’esser rimasta chiusa in bagno
durante il momento dell’ospite d’onore, Claudia singhiozzava ancora per la
storia del costume di Lwaxana, Patagotti parlava al telefonino con la mamma
comunicandole la brutta notizia che non avrebbero potuto stare alla loro casa al
mare per questa estate, e la bella notizia che sua sorella aveva vinto un
viaggio negli Stati Uniti d’America, Frenacci rimirava la sua foto autografata
di Nimoy, Pagnetti chiese:
“Notizie di Gianfranco De Benellis? Non doveva venire in treno per evitare il
viaggio in macchina con quelli della U.S.S. …”
“Non nominarli!” fecero in coro tutti.
Giunti in birreria,videro il loro amico Armandini seduto da solo a un tavolo.
Anche stasera sbronzo marcio. Davanti a lui bicchieri che avevano contenuto di
tutto: birra, vodka, gin, grappa. Aveva un’aria pessima ed era abbracciato a una
bottiglia di Amaretto di Saronno.
Si sedettero al suo tavolo, ma non riuscirono a farsi spiegare nulla. Ogni tanto
mormorava, con aria tormentata: “Lei è…”
Domenica
Ultimo giorno di Convention.
La U.S.S. Festival si recò “quasi” al completo alla riunione delle “Navi” del
Club Italiano dei Trekkers. Anche oggi Fulvio Armandini era sparito di mattina
presto.
Non c’era neanche Patagotti, era stato trattenuto dalla Polizia per tentativo di
scasso di un BancoMat.
Fu una simpatica riunione, tranne quando il poster di Spock si staccò dal muro e
cadde anche lo stendardo della Federazione Unita dei Pianeti, proprio nel
momento in cui erano entrati in sala i componenti della U. S. S. Attilio Regolo.
I nostri eroi della U.S. S. Festival pranzarono a un ristorante sul mare.
Nessuno ordinò pizza. Tutti quelli che tra voi, fedeli lettori dello STIM, hanno
letto della riunione in pizzeria della Nave Festival, nel racconto
“Tutti da Ciro sabato sera”
sanno perché.
Nel pomeriggio Nimoy incontrò nuovamente il suo pubblico. Si era saputo che non
avrebbe risposto alle domande, ma che avrebbe parlato lui solo, perciò Nelly
potè vederlo senza che nessuno dovesse prendere precauzioni.
Fu alla “Cena di gala” che, con grande sorpresa, rividero Fulvio Armandini. Era
seduto a un tavolo, elegantissimo, radioso, in compagnia di una splendida donna.
Uguale uguale a Vanessa Incontrada.
“Ma allora era vero!” esclamò Pincus “Ma perché si disperava? Perché tormentarsi
quando si conosce un tocco di figliola di questo genere? E bravo Armandini!”
Si avvicinarono al suo tavolo e si presentarono alla bellissima, che sussurrò
tutte le volte con un filo di voce il nome con il quale Fulvio l’aveva
conosciuta in una chat: “Milikia!”.
Armandini fece cenno a Frenacci e Pagnetti che voleva parlar loro in disparte.
“Non torno con voi, domani. Resto con Milikia, per sempre. Abita qui in Romagna,
non ci lasceremo mai più!”
“E’ una cosa seria allora!” disse Frenacci “Ma perché tutte quelle sbronze
disperate? Diceva di non amarti?”
“No, no, mi ama, mi ha sempre detto che mi ama… ma una cosa mi tormentava…
adesso però non più…”
“Cosa?” chiese Pagnetti.
“Non si chiama Milikia…”
“Lo so, ce l’hai detto l’altra volta a casa di Patagotti. Si chiama Guglielma,
lo ricordo bene, almeno il nome vero…”
“Non Guglielma. Ho scoperto che è… Guglielmo”
“GU… GULP!”
“Guglielmo”
“E come mai sembra un’attrice della TV?”
“Miracoli del ventunesimo secolo”
“E tu? Vuoi andare a vivere con un… Guglielmo?”
“Nessuno è perfetto”.
La cerimonia di chiusura della Convention fu commovente e allegra al tempo
stesso. Il tipo travestito da Morn era sempre seduto accanto a Pagnetti,
Frenacci e Armandini, che aveva anche trovato un posto libero accanto al suo,
per Milikia. Si tenevano per mano e si guardavano negli occhi con passione.
Uscendo dal Centro Congressi Pagnetti trovò un portafogli per terra. C’erano
soldi, e una patente. Nome: Marco Tartufi.
“Sbarak? Ma non era qui! Aveva detto che non veniva e non è venuto… ricordate le
sue parole? …’Non ho intenzione di fare dei sacrifici economici per chi vuole
trasformare in una cosa commerciale qualcosa che dovrebbe essere donato al
popolo, Star Trek è poesia, è avventura, non gadget e poltrone a pagamento...’
…”
“E allora?” domandò Claudia.
Si guardarono negli occhi in silenzio per trenta lunghissimi secondi.
Poi, in coro, dissero tutti: “Morn!”
Risero per tutta la notte.

Questo articolo è tratto dal numero di
GIUGNO del 2002 di


