Che c'è di nuovo nel mondo di Star Trek e nel sito della Nave Archimede?

A Rotta di Collo Verso Est



Sicilian Star Statement (S.S.S. zitti tutti, parlo io!)
Rapporto codificato (nel senso che gli altri non lo sanno)
dell'Ambasciatore Borg Hemilianörg ( in arte Emiliano Farinella)
KM 76 dell'A-19 (sto cambiando una ruota)
Stardate 9402.27

Mentre le ultime ombre della sera precedente si dileguano insieme con Nick Carter e le prime luci della stella Sol s'intrufolano attraverso la finestra del mio alloggio terrestre, sento
provenire uno strano verso lamentoso dal locale adiacente.
Sulle prime sospetto possa essere il vagito di un piccolo Borg appena nato ma, facendo attenzione e regolati meglio i sensori uditivi eliminando le interferenze di alcune radio locali che già trasmettevano l'hit-parade di San Remo, m'accorgo che è la chiamata dell'intercom. Acceso il visore, perdo qualche secondo prima di riconoscere i tratti confusi e cangianti del Capitano Mutaforma Eardus Sudrak (in arte Pierriccardo Ferreri) il quale mi fa gentilmente notare che mi restano gli ultimi 15 secondi prima che lui salga e mi smonti pezzo per pezzo con un cacciavite di fabbricazione Borg (ma dove l'avrà trovato?). Al che, convinto da così inoppugnabili argomentazioni, mi vesto velocemente, prendo i miei incartamenti diplomatici, e scendo a razzo con un SS-20 sovietico trovato in soffitta.
Il capitano Sudrak, comandante della U.S.S. PRISMA NCC-1929 D-iesel, (targata ancora Rura pENthe, poiché fu vinta a briscola nei sotterranei carcerari ad un contrabbandiere corelliano), mi accoglie con un ghigno degno di Mr. Hyde, nascondendo dietro la schiena un phaser a ricerca elettronica con cannocchiale all'infrarosso di fabbricazione Borg (che ci sia un mercato nero da queste parti?). Dopo i convenevoli saliamo a bordo e partiamo alla volta del secondo appuntamento.
Dopo un tragitto assurdo degno di un tassista parigino, arriviamo presso l'abitazione del terzo membro dell'equipaggio.
Questi è un androide (nel caso specifico una ginoide) le cui capacità intellettive ed organizzative superano di gran lunga quelle di C3-PO, Data, Luoghi e Personaggi. La sua funzione principale è quella di produrre, ove le condizioni lo richiedano negli organismi presenti entro il suo raggio d'azione, stati generali di beatitudine. Per questo singolare motivo è stata
denominata BEATRICE T-1001 della Zaffuto Engineering Corporation. Appena scesa con una borsa contenenti pezzi di ricambio, il capitano Sudrak si trasforma in tappetino levitante in
segno di saluto, e la fa salire a bordo.

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Alle 08.29.03.02.12.53.15.... secondo il mio infallibile orologio atomico al cesio 24/b incorporato sotto la scapola sinistra, per ordine indiscutibile, inappellabile ed inafferrabile dell'ammiraglio
Asdrubale, il comandante della U.S.S. PRISMA autorizza la ginoide vegetariana Beatrice (mangia solo foglie di cavolo) ad inserire la rotta di navigazione nel computer di bordo "Christmas' Tree" (sarà per via delle numerose lucette intermittenti). Dopo quasi due giri di clessidra, il mio potente
cronografo cominciava a perdere sabbia... E dalla velocità di Quark-3 (sì perché questa nave utilizza l'energia di reazione tra Quark il barista con l'anti-Quark anti-barista...) siamo costretti a rallentare per l'improvvisa apparizione di un grosso asteroide (un cambio di carreggiata per lavori in corso).
"Oh Perbacco" esclamo io, "Oh Poffarre" esclama il comandante, "Oh Poffarbacco" sintetizza la ginoide vegetariana (che ogni tanto si concede l'eccezione di alcune foglie di cavolo cappuccio).

Il capitano, lievemente contrariato, comincia a frustare la navigatrice con una mia appendice sintetica, per non aver calcolato esattamente la rotta da seguire. La povera ginoide navigatrice afflitta e sconsolata, prima ficca in gola al capitano i resti del suo cavolo cappuccio e poi prende a calci il computer "Christmas Tree" che, per tutta risposta si mette a cantare "Jingle
Bells" con leggero anticipo stagionale e poi sputa fuori nel mio poveroocchio destro (un potente teleobiettivo con speciali
lenti ai cristalli di dilitio) tutti i calcoli (renali, penali e civili). Prontamente il comandante si trasforma in spazzino spaziale, raccoglie i calcoli con uno scopino magnetico e li inserisce nel rielaboratore di dati situata dietro il mio menisco sinistro.
Dopo alcuni rigurgiti irriferibili vengono riportati i seguenti risultati:
-2p +log radice quadra (simbolo) F+4786 S ((L17/OWO))-*-2p#+44 gatti in fila per tre con resto di
due+log2*(seno+coseno+reggiseno+-slip 4%)+ cotangente / occhio per occhio = occhio al quadrato e i cocci sono suoi...

Tessuti gli elogi con una cucitrice locale (strano non sia Borg) per l'autore di tali incredibili calcoli e apportate le dovute modifiche, s'inserisce una nuova rotta con un po' di attack, sperando
che regga meglio.
Finalmente giungiamo alla Base Orbitale AETNEUS-1 e attracchiamo in seconda fila bloccando l'uscita ad un carro attrezzi spaziale che si stava portando via la navetta (parcheggiata con parchimetro scaduto) dell'ufficiale scientifico Eleonora (in arte Scalia), pluridecorato per gli studi di Tetracapilloctomia (taglio del capello in quattro) condotti sulla testa di Picard.
Dopo i soliti saluti, diretti da un vecchio droide protocollare, tra il capitano Sudrak, la ginoide BEATRICE T-1001 (che per l'occasione cominciò ad emanare stati di beatitudine), l'ufficiale
scientifico (NullaTenente, miliardario) e il comandante della Base vulcaniana T'Hanna Barbera (che aveva appena finito di vedersi in olo-TV "Tom & Jerry"), avanzo io e, con il mio
"savoir-faire" tipicamente Borg e in segno di saluto, strizzo e svito il
mio occhio meccanico (riparato) offrendolo al comandante T'Hanna Barbera, esordendo con leggero accento elettronico: "Questo viaggio mi è costato un occhio della testa!".
Seguono 120,7 secondi di silenzio glaciale sottolineati da un sottofondo musicale basato sulla colonna sonora del quinto film, provenienti dalle orecchie del capitano mutaforma Sudrak opportunamente trasformatosi in un impianto stereo (bah, ma da quando gli stereo hanno orecchie!?!). A questo punto la comandante vulcaniana, forte della sua freddezza, apre il freezer,
rompe il ghiaccio e ci offre una crostata di mele sintetiche (di provenienza Borg - ormai esistono supermercati neri ovunque) preparata nella lavatrice atomica due mesi prima. Dietro un cenno delcapitano Sudrak (prontamente trasformatosi in un terrestre affamato) ricambiamo con la nostra confezione di cannoli alla ricotta truccati, che vengono istantaneamente conservati nel freezer (forse fra due mesi li mangeranno, penso fra me eme).
Esauriti i convenevoli e gridando a squarciagola: "ALLA FACCIA DELL'ENTROPIA!", ci teletrasportiamo nella sala riunioni che sta dietro la porta accanto.
A questo punto, considerato che la prudenza non è mai troppa, vengo preso dal terrore che possano esserci dei congegni spia disposti, abilmente camuffati, nella sala, per cui comincio ad esaminare
le poltrone e il divano in finta (?) pelle umana, dò un'occhiata al portafiori fatto con finte (?) orecchie ferengi, per passare all'esame minuzioso del tappeto di finti (?) capelli klingon posto al centro del locale. In breve la ricerca risulta essere negativa, grazie anche alla preziosa consulenza
dell'ufficiale scientifico Eleonora forte dei suoi studi nel campo dello spacco classico e moderno del capello in quattro.
Dopo aver spaccato tutto ed appurata la sicurezza della sala, tiriamo fuori i preziosi incartamenti segreti ed inizia così un febbrile scambio di informazioni. Dopo aver distribuito antinfluenzali
(e anticrittogamici per i cavoli di Beatrice) a destra e a sinistra o viceversa (in quanto il capitano Sudrak è mancino e vede e fa tutto al contrario...), il comandante T'Hanna propone di teletrasportarsi sul pianeta dietro l'angolo, per fare delle copie da archiviare dei documenti più importanti, realizzare in carta di papiro egiziano, risalente alla XVIIIma Dinastia, con i marchi di fabbrica originali
( © , ™, ® ) del ministro delle finanze egiziano Tut-a-men, reperibile solo presso la spia di fiducia ferengi sotto le mentite spoglie di un edicolante klingon. Appena ci materializziamo sul pianeta la nostra attenzione é attratta da una scritta rossa lampeggiante su un display sul quale leggiamo sconcertati: - IL TELETRASPORTO E' FUORI SERVIZIO, MO' BECCATEVE QUESTA! - firmato l'Entropia.
Mentre il capitano Sudrak ostacolato da T'Hanna Barbera che gli fa le boccacce, tenta di trasformarsi in sommergibile abissale, perché, secondo lui "in fondo in fondo" l'entropia non è così cretina, e io, Eleonora e Beatrice ci rivolgiamo all'operatore della consolle, spaparanzato sulla sua poltrona girevole fregata a Kirk.L'operatore, in base alle sue approfondite conoscenze di meccanica quantistica, appura, con un'occhiata distratta che saranno necessarie almeno 12.325
ore per una riparazione approssimata.
Dopo 7536 parolacce, un assalto alla baionetta, e un tentato suicidio del capitano mutaforma Sudrak (purtroppo non riuscito), mi faccio avanti io che, forte delle mie capacità diplomatiche e soprattutto ricattatorie, dopo lunghe contrattazioni, corruzioni, minacce, faide e sfiorato un conflitto intergalattico, riesco a strappare un accordo per una riparazione effettuata in meno di un'ora. Affittato un monopattino a lievitazione magnetica di 3 posti (il capitano Sudrak s'era trasformato in sedile per ospitare il comandante T'Hanna Barbera), ci dirigiamo, in attesa della riparazione, in visita turistica, al palazzo del governo locale (un'antica roccaforte OR FAI LA NANNA o NORMANNA, non ho capito bene...). Mentre ci avviamo verso il palazzo il capitano Sudrak mi chiede esterrefatto come ester ho fatto a convincere l'operatore a realizzare in meno di un'ora la riparazione. Ed io, tutto dondolante (in quanto nella furiosa discussione m'ero pure slogato un piede), gli rivelo che l'ho corrotto con un lecca-lecca autorigenerante alla fragola denebiana (sempre di fabbricazione Borg).
Ad un tratto un coro di sirene spiegate ed un frenetico lampeggiare di luci blu accecanti annunciano l'improvviso arrivo di alcuni veicoli che, con curiosi stridii, ci attraversano la strada per
andare a perdersi qualche chilometro più in là.
Incuriosito chiedo informazioni esplicative alla ginoide BEATRICET-1001 che risponde decisa: "è la polisorella della polimamma", "cioè?", chiedo ancora, "la polizia" completa il comandante T'Hanna.
Dopo un'inerpicata degna di Messner sul K2 arriviamo sul piazzale antistante l'antico castello normanno e veniamo colpiti dall'imponente spettacolo del vulcano
Etna completamente imbiancato di
neve.
Bilancio: tre feriti e un contuso.
Il capitano Sudrak, rimasto stranamente illeso, ci presta i primi importanti soccorsi con un interesse di oltre il 30percento.
Mentre la dottoressa Eleonora minaccia di TETRACEFALOCTOMIZZARLO (cioè di spaccargli la testa in quattro!) la comandante vulcaniana T'Hanna raffredda subito i bollenti spiriti, con secchiate d'acqua fredda.
Arrivati alla meta scopriamo che l'edificio del governo è in disuso da almeno una decina di secoli, da quando regna la totale anarchia sul pianeta.
Trovato l'ingresso sbarrato non ci rimane altra alternativa che scattare delle olofotografie, con l'apposita apparecchiatura situata dietro il mio zigomo sinistro, da usare come corredo del rapporto-testimonianza inconfutabile delle nostre peripezie.
Finito il micro-rullino ci rechiamo presso un luogo di culto locale e approfittando dell'assenza delle guardie preposte all'allontanamento di sospetti terroristi spaziali, c'intrufoliamo all'interno. Il tempio, dove si svolgono ben strani ed incomprensibili misteri, è deserto! Sarà per l'ora. Era ormai infatti tempo di prendere degli integratori energetici e da più parti si sentivano provenire dei profondi brontolii dalla zona antero/addominale. Ammirata la struttura del tempio e presoci un po'
dell'immeritato riposo, ci allontaniamo pronti a far ritorno sulla stazione spaziale.
Teletrasportatici a bordo della AETNEUS-1, ci prepariamo per il pranzo.
T'Hanna sintonizza l'olo-vision a gittata interstellare sul canale di comunicazione per le trasmissioni di
servizio. Assistiamo così alla proiezione di una registrazione dell'ultimo rapporto proveniente dalla lontana base spaziale Deep Space Nine.
Accompagnati da tanto dolci note si dà inizio al "banchetto", che non si può certamente dire sia stato esempio di grazia e dolcezza; ogni esponente delle diverse razze dà un chiaro esempio di
cosa diventi un qualsiasi essere di natura organica quando si trova davanti ad una tavola imbandita di rifocillatori energetici organici.
Finito il pranzo ci avviamo nella Sala Congressi della Stazione Spaziale. Per nostra disgrazia il teletrasporto dà ancora qualche problema e siamo quindi costretti a sobbarcarci, con l'ausilio
delle nostre sole forze, il lungo viaggio fino alla stanza accanto.
Arrivati alla tanto agognata meta il comandante T'Hanna-Barbera si precipita sull'ansible (strumento di comunicazione istantaneo di fabbricazione Borg) per comunicare all'Ammiragliato della Federazione il positivo esito della missione. Il comandante in cuor suo era convinto di avere guadagnato delle preziose informazioni, non sapendo che le erano state rifilate sotto delle ricette da cucina, codificate, di Suor Germana.
Preso posto, senza il benché minimo accenno alla galanteria, all'ufficiale scientifico Eleonora non era rimasto altro che il pavimento, il capitano Sudrak lancia uno sguardo d'intesa alla ginoide BEATRICE T-1001. Questa si alza prontamente, esce dalla sala e dopo pochi attimi ritorna con degli splendidi cannoli alla ricotta, più Birra Romulana, appena scongelati.
L'esperimento, vero obiettivo della missione, ha inizio!
I cannoli truccati vengono distribuiti a tutti i presenti in abbondanza e, ahimé, anch'io, vinto dalla gola (sintetica), ne approfitto senza il benché minimo ritegno.
Dopo pochi secondi l'estenuante lotta all'ultimo cannolo ha termine. In
cuor mio (sintetico) sono ancora oggi orgoglioso di
aver tenuto alto l'onore dei Borg in tanta dura battaglia, e allora ero ancora più felice non essendo cosciente del danno che avevo combinato.
Prima di separarci ha inizio una febbrile trattativa in previsione di questo rapporto che avrei dovuto spedire al mio pianeta natìo. Sebbene rincitrullito per effetto del terribile mix di Birra Romulana + Cannoli alla Ricotta, non cedo alle lusinghe e corruzioni. Il capitano Sudrak, per evitare che io possa combinare altri guai, si trasforma in barella-carriola ed effettuati i saluti di rito ci avviamo, spinti dalla sempre beata ginoide T-1001 BEATRICE, alla nostra navetta.

Con sommo dispiacere devo riferire che la missione è stata un fiasco
totale. L'obiettivo di studiare l'effetto della birra romulana remixata con un po' di ricotta, sui soggetti, esponenti della Federazione, presi in esame è completamente fallito.
Causa di ciò la mia condotta poco lusinghiera provocata dall'ambiente estremamente socievole e allegro e per questo molto pericoloso, trovato alla Stazione. Mi trovo, quindi, a dover sottolineare che non siamo in possesso dei risultati dell'esperimento.
Vorrei limitarmi a porgere alla vostra attenzione alcuni soggetti risultati particolarmente preziosi o che potrebbero essere usati opportunamente:
- l'ufficiale scientifico Eleonora, in virtù della sua esperienza tetracapilloctomica, potrebbe risultare particolarmente preziosa in missioni segrete dove è richiesta una attenta analisi del terreno
d'azione alla ricerca di microspie.
- Il comandante T'Hanna-Barbera forte della sua evidente freddezza, di cui ha dato ampie prove, potrebbe essere segnalato quale console sul nostro pianeta, appena ci decideremo a fare una simile
richiesta.
- Il capitano mutaforma Sudrak è risultato particolarmente utile per sue capacità di trasformazione e per la sua perizia nel pilotare la navetta U.S.S. PRISMA NCC-1929 D-iesel.
- In ultimo, non certo per valore, la ginoide BEATRICE T-1001 della
Zaffuto Engineering Corporation è risultata particolarmente utile per le sue emanazioni di beatitudine che riescono a sortire il duplice effetto di distrarre la controparte e rendere più piacevole il viaggio.

Una strizzata e svitata d'occhio.

L'aspirante ambasciatore
Hemilianörg.

P.S.: Perdonate il tono poco deferente di questo rapporto, ma una
sbornia di Birra Romulana remixata è difficile da smaltire.

We Are The Borg.